Gazzetta di Modena

Modena

In 700 per ammirare il castello di Montegibbio 

di Andrea Gilioli
In 700 per ammirare il castello di Montegibbio 

Grande successo per l’apertura in occasione delle Giornate Fai di Primavera Visite anche alla Rocchetta Cionini. Cinquanta studenti hanno fatto da guida

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Grande successo, con oltre 700 visitatori e tanti che hanno dovuto rinunciare a causa dell’eccessiva affluenza, ieri, per la straordinaria apertura del castello di Montegibbio e della Rocchetta Cionini, in occasione delle Giornate Fai di Primavera. L’interessamento del Fai, che da ben 25 anni organizza in ogni parte d’Italia una due giorni di aperture straordinarie di luoghi di interesse storico-culturale normalmente inaccessibili, ha consentito a tanti sassolesi e non di vedere le splendide sale del castello, chiuso da tempo e parzialmente inagibile, ma anche di passeggiare lungo la cinta muraria, normalmente chiusa, e di ammirare le vedute della pianura e delle colline dal grande parco che circonda la rocca. A rendere maggiormente allettante la visita anche l’impegno dei volontari che hanno allestito alcuni stand gastronomici. Persino i pochi sassolesi che in passato avevano avuto la possibilità di ammirare alcuni dei locali del Castello hanno potuto, ieri, visitare il maniero guidati dagli “apprendisti ciceroni” di alcune scuole superiori della provincia, conoscendo così la storia, le leggende e le vicende che hanno interessato il forte, realizzato in epoca matildica e poi pesantemente rimaneggiato dalla famiglia dei Borsari. Aperta al pubblico, per la prima volta in assoluto, anche la Rocchetta Cionini, costruita a fine '800 dall’ingegner Attilio e da Natale Cionini, in stile eclettico riprendendo le forme del vicino castello. I visitatori, che hanno atteso pazientemente in fila il loro turno (alcuni, raggiunto il massimo della capienza, hanno atteso nel parco sperando che si liberasse qualche posto), hanno potuto, con ingresso ad offerta libera, ammirare il piano nobile del castello, col salone decorato, affrescato coi simboli della famiglia Borsari e arredato da un meraviglioso biliardo antico, alcuni salottini completi di arredi, le stanze da letto e della servitù. Aperto anche parte del secondo piano del Castello, con la biblioteca, il terrazzo che domina la corte e alcuni locali di servizio, la chiesa dedicata a San Pietro, l’acetaia comunale e il camminamento sulla cinta muraria. Nel pomeriggio la chiesa ha anche ospitato un concerto offerto dall’associazione “Amici dell’organo di Johann Sebastian Bach”, con Stefano Manfredini e Alice Molinari. A guidare i visitatori circa 50 giovanissimi volontari delle scuole superiori, coadiuvati da diversi volontari del Fai che hanno curato la guardiania delle sale. L’apertura in occasione delle giornate Fai (solo ieri, in quanto oggi la strada è off-limits per il passaggio della Coppi e Bartali), da tempo auspicata da tanti sassolesi “storici” che ricordavano le meraviglie del castello, e fortemente voluta dai soci del circolo Boschetti Alberti che si sono occupati, con un lavoro durato settimane, della pulizia e della messa in sicurezza, visto il grande successo potrebbe essere l’incentivo per nuove aperture.

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