Gazzetta di Modena

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La cena dei 500 per la volata di Renzi 

di Saverio Cioce
La cena dei 500 per la volata di Renzi 

A Campogalliano, casa di Bonaccini, bagno di folla per la campagna elettorale: «Non ci sto a farmi dire che va tutto male»

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CAMPOGALLIANO. E il bagno di folla? C'è stato anche questo a sera, proprio in casa del governatore regionale, tra gli applausi puntuali degli iscritti al Pd di Campogalliano. Per l'occasione il palasport di Campogalliano è diventato una quasi festa dell'Unità, con dodici tavolate da trentotto posti e cena tipica a 20 euro. Renzi è arrivato pochi minuti prima delle 20, mentre dagli altoparlanti piovevano le note di Strada Facendo, inno ufficiale del renzismo postgovernativo, e i battimani accoglievano l'ex premier visibilmente stanco. A fare gli onori di casa Stefano Bonaccini, orgoglioso come non mai di portare l'ex capo di governo, in dichiarata rimonta per la corsa alla guida del partito, davanti agli amici d'infanzia e a chi lo conosce da quando era ragazzo. L'entrata di Renzi è stata soffocata dal saluto dei maggiorenti modenesi, da Muzzarelli a Richetti a Bonaccini, per finire con i dirigenti modenesi del Pd e gli ammiratori che lo aspettavano per l'immancabile foto. L'ex Presidente del Consiglio non si è negato ai fans, né è mancata per ognuno la pacca sulla spalla, la battuta, il pizzicotto. Ma dopo il rituale giro dai tavoli, partendo dagli auguri e l'incoraggiamento al popolo delle cucine (“Se non ci foste voi ...”) si è seduto giusto un attimo per due forchettate. E dopo l'antipasto e il primo si è alzato assieme a Bonaccini per il suo discorso. «Non c'è bisogno che lo presenti, siete venuti ad ascoltare lui e non me – ha attaccato con fare cordiale il governatore dell'Emilia Romagna – ma lasciatemi dire che se oggi noi siamo qui è perchè vogliamo andare tutti insieme nella stessa direzione. Ecco, io vorrei che il metodo di cui noi siamo custodi in questa terra, fatta di concretezza, di unione tra chi fa impresa e chi produce, di solidarietà sociale, fosse estesa al resto del Paese. Altro che divisioni: chi oggi le mette in pratica erano gli stessi che predicavano di restare uniti nella stessa famiglia».
Ecco il nodo da sciogliere per il popolo dei militanti, l'anatema contro i frazionisti e la divisione che rischia di consegnare il Parlamento all'ingovernabilità dei 5 Stelle e alla reazione della destra berlusconiana e leghista. «Non ci sto a farmi dire che va tutto male – ha rincarato la dose Renzi menando fendenti senza risparmio – Dov’erano quelli sempre capaci di dire no a tutto? Noi le leggi per i diritti civili e gli 80 euro e sul lavoro con il jobs act le abbiamo fatte. E loro? Oddio, magari qualcosa da correggere c'è: devo capire perchè spendendo 3 miliardi per la scuola abbiamo avuto contro tutti in quel mondo. Ma noi vogliamo guardare avanti, così come fate voi, che dopo la guerra siete ripartiti».

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