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Modena, aggredita nel vialetto buio dallo scippatore seriale

di Carlo Gregori
Modena, aggredita nel vialetto buio dallo scippatore seriale

Il giovane in bici questa volta ha attaccato una 43enne che tornava verso casa:  «Nella borsa c’era tutto, anche un cellulare nuovo che dovrò pagare lo stesso»

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MODENA. «Per fortuna la mia vita continua, non mi sono fatta male e ciò che è stato rubato può essere ricomprato. È il misero che percorre strade tranquille e poco illuminate per aggredire alle spalle donne sole che non può ricomprarsi la dignità, per quante borse possa rubare».
Questo il commento su Facebook di Grazia, 43enne modenese scippata venerdì sera in un vialetto pedonale di una zona tranquilla di Modena. Scippata e aggredita dall’ormai solito delinquente che sta bazzicando la zona tra viale Barozzi e viale Vittorio Veneto. Lo stesso che ha aggredito e tentato di scippare anche Ludovica, ventenne fotomodella modenese, trascinandola per terra.
Questa volta ha portato via la borsa a una donna che lì dentro teneva tutto: carte di credito, 80 euro in contanti, le chiavi di casa, i documenti e anche un cellulare nuovo di zecca. «Cellulare che ora – racconta – dovrò continuare a pagare alla Tim fino alla fine. Pagherò il costo così il delinquente che me l’ha rubato possa goderne. E intanto dovrò comperarne un altro».
L’agguato è avvenuto intorno alle 19.15 di venerdì sera. Grazia percorre la strada di casa nel dedalo di viuzze dietro viale Barozzi. «Sono entrata da via Franklin e poi sono passata come sempre lungo il vialetto della ciclopedonale di via Volta. È una strada stretta e male illuminata, anche se c’è qualche lampione. Si vede davvero poco. Oltretutto in quel momento in giro non c’era nessuno». È in queste condizioni che il delinquente sulla sua vecchia bici grigia - un giovane alto, magro coi capelli corti e una rasatura dietro – è arrivato alle spalle di Grazia, ormai a due passi da casa. Ma Grazia ovviamente sentiva solo arrivare un ciclista.
«Tornavo da alcune spese in centro. Ha afferrato e strappato sia la borsetta che una borsa con una maglia che avevo appena comperato. Mi ha spinto con violenza. Poi l’ho visto pedalare lentamente lungo la ciclabile. Gridavo, chiedevo aiuto a tutta voce ma non c’era nessuno. L’ho seguito continuando a urlare cercando di stargli dietro. Non volevi inseguirlo perché avevo timore di una sua reazione. Gli parlavo. Gli chiedevo: “Almeno dammi indietro il sacco con la maglia”. Lui me l’ha lanciato».
In quel momento appare un vicino di casa di Grazia, attirato dalle grida. «Mi ha chiesto come stavo e l’ha visto. Poi è arrivata un’altra persona. Non ero più sola, per fortuna, ma lo scippatore era sparito con la mia borsa. E poco dopo sono arrivati i carabinieri». «Sento dentro di me una grande rabbia – commenta Grazia – e penso anche a quel luogo, un vialetto male illuminato. Erano le condizioni migliori per scippare. L’ho visto in faccia, certo, ma era buio. Speriamo che lo prendano».
 

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