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Molotov davanti al Maxela: «Inspiegabile»

Molotov davanti al Maxela: «Inspiegabile»

«Non ho idea di chi possa aver fatto un gesto del genere o che significato abbia. Non abbiamo mai avuto minacce, mai avuto screzi con nessuno, tanto meno col vicinato. E non credo che questo gesto...

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«Non ho idea di chi possa aver fatto un gesto del genere o che significato abbia. Non abbiamo mai avuto minacce, mai avuto screzi con nessuno, tanto meno col vicinato. E non credo che questo gesto fosse rivolto non a noi ma a un vicino. È davvero incomprensibile».
Assunta Spinazzola, titolare del ristorante Maxela di vicolo Frassone, laterale di corso Canalchiaro, è ancora allibita pensando alle due bottiglie molotov trovate sul ciottolato vicino al suo locale. Due bottigliette di plastica da mezzo litro con benzina e straccio per fare da stoppino. Piazzate a un metro dal marciapiede accanto alla porta del suo locale. Una delle due incendiata che stava bruciando.
«È stato un mio cameriere - racconta - ad averle notate. Era giovedì pomeriggio, intorno alle 15.30, quando è rientrato e mi ha detto che fuori in strada c’erano quelle due molotov. A dire il vero non sapevo neanche cosa fossero. Quando ho capito, sono ritornata con una catinella piena di acqua e ho spento la bottiglia che stava bruciando. Poi ho chiamato la polizia. Poco dopo è arrivata una pattuglia della Squadra volante. Poi gli agenti ne hanno presa una da analizzare». La signora Spinazzola spiega che erano agenti Digos, ma alla Questura non risultano indagini della Digos su questo ritrovamento. In ogni caso è il primo “avvertimento” del genere in quella strada chiusa e di sera poco illuminata.

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