Gazzetta di Modena

Modena

Nuovo tesoro archeologico a Formigine 

di Fabrizio Tosi
Nuovo tesoro archeologico a Formigine 

Da un cantiere spuntano due tombe risalenti all’età del Ferro. La specialista Sara Campagnari: «Importante ritrovamento»

2 MINUTI DI LETTURA





FORMIGINE. La scoperta di due tombe funerarie, risalenti all’età del Ferro, confermano, ancora una volta, le antiche origini del territorio di Formigine. Teatro della nuova rivelazione è un terreno privato, noto come “Comparto Fogliani”, in via San Giacomo che, durante le operazioni di uno scavo preliminare, ha portato alla luce altri reperti archeologici risalenti all’ultimo millennio antecedente la nascita di Cristo. Il ritrovamento è avvenuto a pochi metri dall’incrocio con Stradello Romano e via Mosca, rinominate da alcuni formiginesi come “le antiche vie”, date le scoperte archeologiche, avvenuto il mese scorso, di alcune opere di canalizzazione risalenti alla stessa età delle tombe.
Nulla può negare che le due zone siano state connesse tra loro e che, a pochi chilometri dalla Necropoli di Casinalbo, potesse sorgere un collegamento tra i canali e il possibile “cimitero” che, in questo momento, si trova sotto il controllo della Sopraintendenza ai Beni Archeologici di Bologna. Delle due tombe ritrovate, la prima è già stata riportata in superficie, la seconda è ancora in fase d’innalzamento che si concluderà ad inizio settimana.
«Questo ritrovamento è molto importante e andrà sicuramente ricollegato alla scoperta dei canali di scorrimento tra Via Mosca e Stradello Romano, dove sorgerà il futuro Bypass Corassori - dice Sara Campagnari della Sopraintendenza ai Beni Archeologici - le due opere risalenti allo stesso periodo ci permettono di circoscrivere il popolamento del territorio formiginese, nel I millennio A.C. Il nostro obiettivo è ora quello di analizzare i reperti e cercare di risalire all’ideologia e ai riti funebri dell’Età del Ferro e lo scopriremo aprendo le tombe ed analizzando tutto ciò che circonda l’area».
Scoperta importante ma, allo stesso tempo spiacevole per chi stava lavorando sul terreno visto che si trova costretto a bloccare l’intervento edile per permettere i sopralluoghi della Soprintendenza. Archeologi e professionisti del settore dovranno ora analizzare l’intera area e scoprire cosa avveniva nel territorio, nel periodo in cui il popolo etrusco si stava espandendo nell’Italia centro settentrionale fondando una serie di dodici città stato chiamato Dodecapoli. Queste dodecapoli erano le principali “polis” cittadine, fondate in un periodo antecedente la nascita di Roma che, tramite l’urbanizzazione etrusca. Un’urbanizzazione che ha toccato anche la Via Emilia dati i continui ritrovamenti che avvengono, da diversi secoli, in tutta la Regione, confermando che la storia emiliano-romagnola non richiama soltanto il periodo dei Duchi, dei Papi e dei Romani. Sarà anche Formigine una dodecapoli o una cittadina che nell’età del Ferro ricopriva il ruolo di Piazza? Soltanto il tempo e l’attenzione del Dipartimento potranno dare delle risposte certe, ma intanto nei prossimi giorni si inizierà a cercare conferme.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google