Gazzetta di Modena

Modena

Profughi, prove di integrazione 

Alla parrocchia Bva le famiglie di Samim, Hadi e altri per il progetto Welchome

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«Samim ha portato nella nostra famiglia molte più cose di quante ne abbia ricevute. Lui è educazione, gratitudine e rassegnazione. Ci ha raccontato del suo lungo viaggio, faticoso e senza meta col quale era convinto di poter cambiare la sua vita e della sua famiglia».
Sono le parole di Valeria e Nicola, una delle famiglie che, nell’ambito del progetto WelcHome promosso dal Comune, accoglie minori stranieri non accompagnati. La loro testimonianza è contenuta nella pubblicazione sul progetto WelcHome curata dall’assessorato al Welfare in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.
Martedì sera alle 20.30 l’esperienza di accoglienza in famiglia di giovani richiedenti asilo e rifugiati sarà raccontata da altre famiglie che la stanno ugualmente vivendo. La serata si svolgerà nella sala Alfonso Bucciarelli presso la parrocchia della Beata Vergine Addolorata, in via Rangoni 26. Dopo il buffet di benvenuto e i saluti dell’assessore Giuliana Urbelli, la giornalista Alice Benatti intervisterà le famiglie WelcHome. A portare la loro testimonianza saranno Fausto e Grazia, due genitori con due figlie piccole, che dopo diverse esperienze di affido, dallo scorso settembre accolgono in famiglia Caterina, una sedicenne albanese con un progetto biennale che accompagnerà la ragazzina fino alla maggiore età. Edoardo e Pierina sono invece una coppia non più giovane che ha trascorso molti anni in Australia e conosce bene le difficoltà dei migranti a integrarsi in una realtà diversa. Da due mesi accolgono Hadi, un ragazzo afgano di 17 anni che frequenta un corso di italiano al Cpia, è inserito in una polisportiva cittadina, frequenta i laboratori scolastici all'Ipsia Corni e fa volontariato. Francesco e Linda di Pavullo dallo scorso settembre vivono con loro Akil e Tamur, originari del Pakistan, neomaggiorenni, con un progetto che intende accompagnarli all'autonomia. La famiglia li ha aiutati a trovare un lavoro, ad inserirsi nel mondo del volontariato, li ha sollecitati ad apprendere la lingua italiana e a frequentare una palestra. Sono riusciti, anche attraverso queste attività, a trovare amici italiani e ora stanno pensando all'autonomia abitativa. Infine, porterà la sua testimonianza anche Gias, pakistano neo maggiorenne accolto da una coppia di Modena dopo un’esperienza in comunità.

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