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Storia delle figurine in mostra a Milano, ma costa un quarto di Modena

di Davide Berti
Storia delle figurine in mostra a Milano, ma costa un quarto di Modena

Il curatore Paolo Battaglia: «Sono tesoro della nostra città ma senza avere prezzi da opere d’arte». Invece al Mata...

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MILANO. Una mostra di figurine. Un’altra? Sì. Diversa da quella che al Mata è costata duecentomila euro a stare molto stretti e voluta niente meno che dal museo del Milan, che ha chiesto direttamente alla Panini di organizzarla. E così è stato, peccato che i costi siano stati decisamente inferiori a quello che si è visto a Modena in questi ultimi mesi, dove la mostra della Panini è stata un autentico flop nel rapporto tra i soldi spesi e i visitatori.

Le premesse per la nuova mostra sulla storia delle figurine, curata direttamente dalla Panini, sono ben diverse. Il progetto è di Paolo Battaglia, che è stato anche l’ideatore del museo della figurina prima che Modena gli voltasse le spalle.
Soddisfatto di questa nuova avventura?
«L’idea del Milan e della Panini di fare una storia della figurina dentro al museo è stata molto azzeccata. C’è il Milan ma c’è tutta la storia del calcio e la storia dell’azienda modenese, dalla zangola per mescolare al prototipo per distribuire le figurine».
Chi l’ha incaricata?
«Il Milan e la Panini».
E in patria poche soddisfazioni.
«Ho personalmente curato la storia della figurina, cosa che non riesco a fare nella mia città».
Cosa può dire della mostra che si è appena chiusa a Modena da 200mila euro?
«Che questa è costata molto meno. Dividete per tre e avrete ancora del margine... Credo che le figurine siano un tesoro che Modena deve tenersi stretto per un motivo: si riescono a fare anche belle mostre con prezzi contenuti e non alle cifre di mostre d’arte come è successo a Modena».

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Detta così potrebbe sembrare solo invidia.
«Chi mi conosce sa che so stare al mio posto, ma penso che qualche sassolino, dopo tutto quello che si è visto, sia il caso di toglierselo. Diciamo che è una piccola rivincita nei confronti di chi, per egoismo e incapacità di impegnarsi, ha cercato di mettermi in difficoltà».
Chiaro riferimento a quando dirigeva il museo. Non lo trova un luogo infelice?
«L’unica cosa inadeguata penso sia l’ingresso. È piuttosto tutto quello che ha a che fare con l’ex Fotomuseo che non mi convince».
Si spieghi.
«Oggi si parla di polo dell’immagine. Nel 2006 proponemmo di unire il Fotomuseo Panini al museo della Figurina, e il progetto venne bocciato».
Da chi?
«Bocciato. Punto».

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Pensa che il patrimonio sia andato disperso?
«Quello che non è stato restituito sicuramente non è valorizzato. Se il nuovo polo dell’immagine saprà far rifiorire anche gli archivi sarò il primo ad essere contento, ma...».
Ma?
«Ma gli obiettivi culturali della città sono sempre stati vaghi. Pensate alla Fondazione Fotografia: il centro di alti studi e la collezione contemporanea quanto portano a Modena e ai modenesi?».

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