Addio a Rinaldi, storico commercialista modenese
Fondò il primo studio associato. Fu a fianco delle ceramiche negli anni ’60 e consulente in casi di crisi
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Il mondo dei commercialisti è in lutto per la scomparsa di Giorgio Rinaldi, scomparso giovedì a 78 anni; le esequie si sono svolte ieri nella chiesa di Saliceta San Giuliano alla presenza di molti suoi colleghi.
Originario di Mirandola, e laureatosi a Parma con il prof. Luigi Guatri, in seguito rettore della Bocconi, si è subito specializzato su finanza e imprese, fondando il primo studio associato di commercialisti di Modena nei primi anni ’60.
Convinto assertore del lavoro di squadra, è stato pioniere nell’affiancare le ceramiche alla ricerca di strutture più robuste, dal punto di vista finanziario, per affrontare le sfide del mercato europeo e mondiale.
Dalla visuale del suo studio è stato protagonista dello sviluppo imprenditoriale dell’economia modenese ed emiliana. Consapevole del suo ruolo e della sua esperienza Rinaldi veniva descritto da amici e colleghi come una persona molto decisa sul lavoro quanto affabile in privato. Nella sua etica personale non dimenticava l’aspetto sociale del lavoro affiancando alla attività professionale una discreta opera di assistenza sociale a fianco della Curia modenese.
Specializzato nell’area finanziaria, ha ricoperto incarichi di controllo all’interno di Cassa di Risparmio di Modena, Cassa di Risparmio di Mirandola, Caricese, Credito Romagnolo, Rolo Banca 1473 S.p.A. e Unicredit S.p.A., Novabell S.p.A., Finmasi S.p.A., Padana Tubi e Profilati Acciaio S.p.A.
Si è distinto per aver gestito le più importanti crisi di impresa degli anni ’80 e ’90 (tra cui Benfra, Corni, The Big Eleven) e ha sempre valorizzato la crescita e lo sviluppo dei professionisti accanto a sé, facendo da tutor, come si dice oggi a tanti validi colleghi.
Appassionato cacciatore e cultore dell’aceto balsamico, lascia la moglie Giuliana, i figli Paolo e Alessandra, i due fratelli e sette nipoti a cui era affezionatissimo. (s.c.)
Originario di Mirandola, e laureatosi a Parma con il prof. Luigi Guatri, in seguito rettore della Bocconi, si è subito specializzato su finanza e imprese, fondando il primo studio associato di commercialisti di Modena nei primi anni ’60.
Convinto assertore del lavoro di squadra, è stato pioniere nell’affiancare le ceramiche alla ricerca di strutture più robuste, dal punto di vista finanziario, per affrontare le sfide del mercato europeo e mondiale.
Dalla visuale del suo studio è stato protagonista dello sviluppo imprenditoriale dell’economia modenese ed emiliana. Consapevole del suo ruolo e della sua esperienza Rinaldi veniva descritto da amici e colleghi come una persona molto decisa sul lavoro quanto affabile in privato. Nella sua etica personale non dimenticava l’aspetto sociale del lavoro affiancando alla attività professionale una discreta opera di assistenza sociale a fianco della Curia modenese.
Specializzato nell’area finanziaria, ha ricoperto incarichi di controllo all’interno di Cassa di Risparmio di Modena, Cassa di Risparmio di Mirandola, Caricese, Credito Romagnolo, Rolo Banca 1473 S.p.A. e Unicredit S.p.A., Novabell S.p.A., Finmasi S.p.A., Padana Tubi e Profilati Acciaio S.p.A.
Si è distinto per aver gestito le più importanti crisi di impresa degli anni ’80 e ’90 (tra cui Benfra, Corni, The Big Eleven) e ha sempre valorizzato la crescita e lo sviluppo dei professionisti accanto a sé, facendo da tutor, come si dice oggi a tanti validi colleghi.
Appassionato cacciatore e cultore dell’aceto balsamico, lascia la moglie Giuliana, i figli Paolo e Alessandra, i due fratelli e sette nipoti a cui era affezionatissimo. (s.c.)
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