Convegno sulle colonie israeliane è “rissa” sul patrocinio comunale
Si accende, dopo le dichiarazioni di Federica Di Padova, consigliere del Pd andata contro la scelta del Comune, il dibattito politico attorno all’opportunità o meno, da parte del Comune di dare il...
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Si accende, dopo le dichiarazioni di Federica Di Padova, consigliere del Pd andata contro la scelta del Comune, il dibattito politico attorno all’opportunità o meno, da parte del Comune di dare il patrocinio all’iniziativa “Legalizzazione delle colonie israeliane nei territori palestinesi: una sfida alla pace” promossa dalla Cgil, insieme a Modena incontra Jenin e altre associazioni – Associazione per La Pace, Alkemia, BDS Bologna, Gavci, Nexus ER, Overseas e Pax Christi – per la serata di mercoledì alle ore 20.30 presso la sala Giacomo Ulivi dell’Istituto Storico di Modena (via Menotti, 137). La sezione modenese del Pri esprime preoccupazione per l' inspiegabile decisione di offrire il patrocinio del Comune di Modena ad una pubblica manifestazione «volta a gettare discredito sul democratico ed amico stato di Israele. - scrive Walter Parenti del Pri di Modena - Non si comprende, infatti, se l' Amministrazione, passando dalle parole ai fatti, intenda sostenere, nel concreto, iniziative finalizzate al boicottaggio di quel paese, delle sue istituzioni e delle sue attività. Se ciò avvenisse si tratterebbe di una grave decisione, utile soltanto ad alimentare quell' antisemitismo di ritorno assiduamente sostenuto e praticato da tutte le associazioni promotrici della iniziativa da tempo immemorabile a fianco, anche, di organizzazioni che hanno praticato e tuttora praticano il terrorismo». I repubblicani, infine, insieme alle comunità ebraiche, ritengono «che l' Amministrazione comunale mai avrebbe dovuto cercare di elevare una ignobile gazzarra al ruolo di convegno culturale».
Condividono appieno il senatore Carlo Giovanardi e il consigliere Luigia Santoro di Idea che si schiera con Federica Di Padova del Pd. «E' un atteggiamento ipocrita quello di chi condanna senza se e senza ma coloro che minimizzano o addirittura negano l'Olocausto del popolo Ebraico - scrivono - e poi danno il patrocinio ad iniziative inquinate dalla presenza di associazioni radicali che boicottano l'attuale Stato di Israele. Queste associazioni sono oggettivamente fiancheggiatrici di chi l'Olocausto lo vorrebbe ripetere oggi con l'annientamento dello Stato di Israele e dei suoi abitanti. Il sindaco ritiri quel patrocinio»
Di tutt’altro parere Paolo Trande, del gruppo Art.1 Mdp, che annuncia la sua presenza e quello di altri esponenti della sua formazione. «Il patrocinio del Comune è sacrosanto perché dato a organizzazioni e associazioni che con passione e dedizione, da anni, in maniera diversa, si battono per la fine del conflitto israelo-palestinese e per la realizzazione del piano di pace multilaterale Oslo/Onu che prevede la creazione di due Stati indipendenti in sicurezza e pace. - scrive Trande - La politica delle colonie è oggettivamente una violazione del diritto internazionale (lo dice l’ONU) ed è un oggettivo ostacolo al processo di pace. Confrontarsi e discuterne non è attaccare Israele o metterne in dubbio l’esistenza e il diritto alla sicurezza del popolo di quel Paese ed è quello che sostengono molte organizzazioni e partiti della sinistra israeliana che da anni chiedono la cessazione della costruzione di colonie, obiettivo ostacolo al processo di pace. Questa vicenda non è solo una mera questione di rapporti tra Stati, tra Stati e la massima organizzazione multilaterale (l’Onu) ma è soprattutto una questione di rispetto dei diritti umani di un popolo, di milioni di persone, costrette a vivere in condizioni disumane e prive di libertà. A fronte di una giunta che ha mostrato la giusta sensibilità, dando il patrocinio, è auspicabile che anche il maggior partito e gruppdi maggioranza trovi il modo per correggere una posizione sbagliata, passibile di essere definita come contro i diritti umani di un popolo e contro il multilateralismo».
Condividono appieno il senatore Carlo Giovanardi e il consigliere Luigia Santoro di Idea che si schiera con Federica Di Padova del Pd. «E' un atteggiamento ipocrita quello di chi condanna senza se e senza ma coloro che minimizzano o addirittura negano l'Olocausto del popolo Ebraico - scrivono - e poi danno il patrocinio ad iniziative inquinate dalla presenza di associazioni radicali che boicottano l'attuale Stato di Israele. Queste associazioni sono oggettivamente fiancheggiatrici di chi l'Olocausto lo vorrebbe ripetere oggi con l'annientamento dello Stato di Israele e dei suoi abitanti. Il sindaco ritiri quel patrocinio»
Di tutt’altro parere Paolo Trande, del gruppo Art.1 Mdp, che annuncia la sua presenza e quello di altri esponenti della sua formazione. «Il patrocinio del Comune è sacrosanto perché dato a organizzazioni e associazioni che con passione e dedizione, da anni, in maniera diversa, si battono per la fine del conflitto israelo-palestinese e per la realizzazione del piano di pace multilaterale Oslo/Onu che prevede la creazione di due Stati indipendenti in sicurezza e pace. - scrive Trande - La politica delle colonie è oggettivamente una violazione del diritto internazionale (lo dice l’ONU) ed è un oggettivo ostacolo al processo di pace. Confrontarsi e discuterne non è attaccare Israele o metterne in dubbio l’esistenza e il diritto alla sicurezza del popolo di quel Paese ed è quello che sostengono molte organizzazioni e partiti della sinistra israeliana che da anni chiedono la cessazione della costruzione di colonie, obiettivo ostacolo al processo di pace. Questa vicenda non è solo una mera questione di rapporti tra Stati, tra Stati e la massima organizzazione multilaterale (l’Onu) ma è soprattutto una questione di rispetto dei diritti umani di un popolo, di milioni di persone, costrette a vivere in condizioni disumane e prive di libertà. A fronte di una giunta che ha mostrato la giusta sensibilità, dando il patrocinio, è auspicabile che anche il maggior partito e gruppdi maggioranza trovi il modo per correggere una posizione sbagliata, passibile di essere definita come contro i diritti umani di un popolo e contro il multilateralismo».
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