LA LETTERA
«Non dovevo fare l’alcoltest ero fermo, non ero alla guida»
«Sono un cittadino italiano che lavora dignitosamente le mie origini non sono magrebine, ma medio-orientali, le stesse non risultano sui miei documenti poiché ho la cittadinanza italiana per ius-soli»...
1 MINUTI DI LETTURA
«Sono un cittadino italiano che lavora dignitosamente le mie origini non sono magrebine, ma medio-orientali, le stesse non risultano sui miei documenti poiché ho la cittadinanza italiana per ius-soli». Inizia così la lettera attraverso la quale l’uomo fermato sulla tangenziale Pirandello dalla polizia municipale, per guida in stato di ebbrezza, sabato notte fornisce la sua versione dei fatti. «Sabato notte ci siamo fermati in tangenziale in quanto la persona che viaggiava con me stava male per stato di ubriachezza e ci ha pertanto chiesto di sostare nell'area apposita. - sostiene l’uomo - Da quando gli agenti si sono fermati hanno dimostrato un atteggiamento di discriminazione razziale; da qui la mia reazione, essendo cittadino italiano, è stata quella di atteggiamento scostante. Essendo a conoscenza del codice penale e stradale italiano, non ritengo che gli agenti mi potessero sottoporre all'alcol test, in quanto la macchina fosse ferma, spenta e con le chiavi disinserite; in più, essendoci resi conto de nostro stato non perfettamente lucido, abbiamo deciso di fermarci per lasciare passare qualche ora»
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google