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Modena. «Noi, qui alla Madonnina viviamo tappati in casa»

di Gabriele Farina
Modena. «Noi, qui alla Madonnina viviamo tappati in casa»

Cresce la preoccupazione per una situazione che si fa pesante: «Odore fastidioso Quando fondono in questa zona non si respira, la polvere nera si posa ovunque»

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MODENA. «È una lotta». Dalle parti della Madonnina è questo il clima che si respira in alcune zone. Il riferimento all’olfatto non è casuale. Al centro della protesta, infatti, vi sono da tempo le fonderie presenti nell’area e le loro emissioni. «Quando c’è un po’di vento si sente l’odore — riconosce Silvio Stano in via Don Zeno Saltini — che sa proprio di terra, di fonderia: è un veleno. In quei casi bisogna chiudersi dentro. Basta spolverare con il tovagliolo su un vetro sporco perché esso diventi nero: non so se possa fare bene ai bambini». In zona vi sono un asilo e un parco.
Alle 13. 10 di ieri mattina è bastata una folata di vento perché si percepisse l’odore di cui parlava l’intervistato. Era intenso e respirarlo non è stato certo un piacere. «È una lotta qui — riprende Stano — e quando hanno fatto il quartiere si sapeva che c’era la fonderia. Eppure, hanno ancora cinque anni di convenzione…».
L’ultima frase l’ha ricordata il Comune, rilanciando un’assemblea pubblica prevista esattamente tra una settimana. «Le assemblee le hanno fatte tante volte — replica Franco Vandelli, tra il realista e lo sconsolato, in via Amundsen — ma non hanno risolto mai nulla. Coloro che hanno comprato gli appartamenti in via d’Avia non sono mica contenti. L’odore è fastidioso. Quando fondono non si respira mica: l’odore si sente anche in via Barchetta». In via d’Avia Nord una residente sostiene invece di non avere particolari problemi con gli odori perché «abito al primo piano». Anche la geografia, nel caso specifico, sembra un fattore determinante. La finestra da cui ha risposto è orientata verso ovest, mentre le fonderie in questione sono a sud-est.
«L’odore si sente anche adesso —ribatte una signora in tenuta da jogging lungo la strada — dipende tutto da come gira il vento. Di sicuro, la fonderia non ha motivo di essere qui». Non tutti hanno condiviso le proteste.
«Quando c’è brutto tempo si sente anche fino a Tre Olmi —aggiunge Villiam Riccò dalla polisportiva Madonnina — ma dipende dalle giornate. In generale, è un problema globale. C’è la stessa situazione a San Lazzaro, per fare un esempio». Riccò ne approfitta per porre l’accento su altri temi.
«Mio cugino ha lavorato lì dentro per quarant’anni — aggiunge l’intervistato — e non ha mai avuto problemi di salute. Lo stesso si può dire per i suoi amici. Se la fabbrica chiude, i lavoratori dove vanno? I tecnici dell’Arpae sono andati a fare i controlli». Un punto richiesto al momento della nascita di RespiriaMO aria pulita Modena.
Il comitato recentemente sorto s’è posto due obiettivi: accedere agli atti per poi presentare un esposto o una denuncia.
Nel mirino sia le Fonderie cooperative riunite di Modena in via Zarlati sia la fonderia Fulvio Ponzoni in via Cesare Della Chiesa. In entrambi i casi, sono stati chiesti i documenti dal 2000 all’Agenzia ambientale regionale (Arpae) , all’Azienda sanitaria locale, al Comune di Modena, alla Provincia e alla Regione. «Serve un’analisi dell’Arpae — ribadisce da via Nobili Carmen Cerfogli — ma forse è più danneggiata la zona della Madonnina di noi. Non so dire se l’inquinamento alle finestre sia legato alle fonderie o al traffico».
«Si avverte soprattutto il passaggio delle macchine», ha aggiunto Rosaria Ludovico, esercente a un centinaio di metri dalla prima. Tanti i «non sono la persona più indicata per parlarne» ricevuti a est degli impianti. Il vento, in questo caso, è diverso.

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