Gazzetta di Modena

Modena

Oggi un vertice in prefettura 

Oggi un vertice in prefettura 

Con sindaci e forze dell’ordine per il piano sicurezza. Grande attesa a Mirandola

2 MINUTI DI LETTURA





MIRANDOLA. Cresce l’attesa per l’arrivo, domenica prossima, di papa Francesco che sarà anche a Mirandola e San Giacomo Roncole. Non ci sono molti precedenti, se non in tempi recenti, dell’arrivo di un pontefice e la “macchina” proprio in queste ore si sta mettendo in moto per rispondere al meglio all’arrivo anche nella città dei Pico. Proprio oggi, infatti, ci sarà una riunione operativa in Prefettura dove verrà fatto il punto con il prefetto Maria Patrizia Paba, i sindaci e i vertici delle forze dell’ordine. L’arrivo di Bergoglio comporta infatti numerosi impegni di ordine pubblico non tanto per la sua figura - di questo tassativamente si occupa la Gerdarmeria Vaticana insieme ai vertici del ministero degli Interni - quanto per la massa di fedeli e semplici curiosi che raggiungerà le location dove il papa passerà. Il Comune ha attivato numerose persone tra vigili e volontari e in queste ore il sindaco Maino Benatti sta appunto facendo i calcoli per arrivare pronto all’appuntamento con il prefetto. Da giorni, inoltre, il personale vaticano si aggira anche per Mirandola a studiare i percorsi. Una questione non banale visto che il papa ripartirà proprio dall’area mirandolese, a San Giacomo Roncole dove lo attenderà l’elicottero che nella serata del 2 aprile lo riporterà in Vaticano. Tutte attività che poche volte sono state attivate nei nostri territori anche se occorre ricordare che gli ultimi papi hanno raggiunto la Bassa. L’ultimo papa, prima di Bergoglio, a visitare i territori modenesi è stato infatti Benedetto XVII, Joseph Ratzinger oggi pontefice emerito che visitò le zone terremotate il 26 giugno 2012. Anche in quel caso, come per l’occasione attuale, si trattò di una visita pastorale, con al centro un fatto luttuoso: la morte sotto le macerie della chiesa di Rovereto di don Ivan Martini, crollata con le scosse del 29 maggio di cinque anni fa. Ma la presente visita papale mette al centro anche la situazione delle chiese colpite dal sisma. Nella Bassa, purtroppo, ben poche delle chiese storiche hanno intrapreso un progetto di recupero. Il sindaco Benatti lo ha spiegato spesso ed è difficile dargli torto: «Dopo il sisma prima abbiamo pensato di ridare un tetto alle famiglie e di non perdere le imprese del nostro comparto e ora tocca ai beni monumentali identitari. Tra cui ci sono le chiese, come il Duomo visitato dal papa, San Francesco e il Gesù. Mentre altre chiese periferiche sono state restaurate».
Stefano Luppi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google