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FORMIGINE. VIBERTI HA PRESENTATO IL LIBRO ALL’ACETAIA LEONARDI 

«Pantani, l’ultimo campionissimo e dannato dei pedali»

«Pantani, l’ultimo campionissimo e dannato dei pedali»

FORMIGINE. Un'affollatissima Acetaia Leonardi, trasformata per l'occasione in un piccolo auditorium, si è resa protagonista di una serata dallo sfondo ciclistico, con la presentazione degli ultimi...

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FORMIGINE. Un'affollatissima Acetaia Leonardi, trasformata per l'occasione in un piccolo auditorium, si è resa protagonista di una serata dallo sfondo ciclistico, con la presentazione degli ultimi due romanzi storico sportivi del giornalista di Tuttosport Paolo Viberti: “L'inconscio di Coppi” e “Dannati del Pedale”. Durante la presentazione, il celebre giornalista, ora mental coach ha raccontato la storia del ciclismo, unita ai suoi 35 anni di carriera svolta tra la redazione torinese e le tappe delle più grandi competizioni ciclistiche come il Giro d'Italia e il Tour de France, approfondendo soprattutto, la figura del Pirata Marco Pantani. «Il ciclismo, insieme al calcio, è stato uno sport che ha riunito il popolo italiano reduce da una terribile guerra - dice Viberti - le imprese di Gino Bartali e Fausto Coppi hanno reso gli italiani dei veri fratelli, cancellando il classico campanilismo nord - sud, soprattutto negli anni in cui Bartali e Coppi si contendevano il primato sia in Italia che all'estero».
Particolare attenzione è stata data anche a Marco Pantani: «È stato il simbolo del ciclismo italiano, soprattutto per la sua regione, terra a cui è rimasto molto legato, fino alla fine dei suoi giorni, in quell'albergo di Rimini, il 14 febbraio 2004. Una morte ingiusta, non causata dall'overdose ma da un assassinio è stata la fine del declino di Pantani, un uomo rimasto solo per aver frequentato delle compagnie sbagliate; compagnie che gli hanno negato la vittoria nel 1999, falsificando le sue analisi, dando inizio al lungo declino del “Pirata", l'ultimo italiano che dopo Bartali e Coppi è riuscito a vincere sia il Tour de France che il Giro d'Italia nello stesso anno, tenendo alto il nome della sua regione e dell’amata Romagna». (f.t.)

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