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CINQUANTA RISCHIanO IL PROCESSO 

Policlinico: lunedì il giudice deciderà

Policlinico: lunedì il giudice deciderà

Appalti e presunte mazzette al Policlinico al tempo del Dg Stefano Cencetti: ieri ultime battute tra difese e accusa in attesa della decisione del giudice sulla richiesta di rinviare a giudizio una...

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Appalti e presunte mazzette al Policlinico al tempo del Dg Stefano Cencetti: ieri ultime battute tra difese e accusa in attesa della decisione del giudice sulla richiesta di rinviare a giudizio una cinquantina di imputati, tra persone fisiche e responsabili legali di aziende e colossi della cooperazione “rossa” emiliana.
È infatti atteso alla prossima udienza, fissata per lunedì prossimo, il provvedimento del giudice Eleonora De Marco sulle richieste della procura nell'ambito dell'inchiesta “Last Business”.
Al centro delle indagini dei pm le contestate corruzioni al policlinico nell'era del direttore generale Stefano Cencetti (ci si focalizza nel periodo 2008-2012, dal 2009-2010 si entra in zona prescrizione; le parti civili sono il Policlinico stesso e la Regione) dopo la richiesta di rinvio a giudizio della procura, il 6 febbraio scorso, per 49 imputati tra persone fisiche e giuridiche. Nessuna richiesta è stata avanzata per processi con riti alternativi.
Nell'udienza interlocutoria di ieri mattina, i pm Marco Niccolini e Pasquale Mazzei hanno ripreso la parola replicando alle difese, intervenute anche alle precedenti sedute, ripercorrendo il proprio impianto accusatorio.
Il cosiddetto “Metodo Cencetti”, secondo la Procura, consisteva nell’accordo occulto tra il direttore generale e alcune aziende “amiche” per favorirle nell’assegnazione di lavori importanti e costosi con contropartite economiche per Cencetti stesso. Il denaro frutto degli illeciti sarebbe transitato sui conti del poliambulatorio gestito dalla moglie a Carpi, come sponsorizzazioni di convegni medici organizzati dalla società di Cencetti e, attraverso una agenzia di convegni importante di Arezzo, come consulenze che servivano in realtà a “triangolare” i pagamenti occulti. Dietro le accuse ci sono anche intercettazioni telefoniche e ambientali che, durante le conversazioni, alludono a profili elevati di ambito regionale.

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