Gazzetta di Modena

Modena

Modena: Polveri sottili, 40 giorni fuori legge

Modena: Polveri sottili, 40 giorni fuori legge

Pesanti concentrazioni tra 15 e 23 marzo. Superato il limite di tolleranza della Ue

2 MINUTI DI LETTURA





Niente da fare. Che sia alta o bassa pressione l’infelice posizione di Modena nel punto più basso della Pianura Padana finisce per catalizzare le polveri sottile. Ed essere il crocevia del traffico tra le Alpi e gli Appennini, sulla dorsale adriatica e sulla direttrice nord-sud, non fa altro che moltiplicare le concentrazioni di poveri sottili attorno alla città.
Il risultato? Siamo fuori dal limite previsto dalla comunità europea dei 35 giorni accettati come sforamento dalle soglie d’inquinamento. In altre parole, con il picco della settimana dal 15 al 23 marzo, siamo arrivati a 40 giorni in cui la soglia di 50 microgrammi di polveri sottili, le Pm 10, è stato superato.
Sono stati veramente otto giorni di passione con un solo giorno, sabato 18, con 45 microgrammi. Per il resto è stato un rullo compressore. Già dal 13 marzo la concentrazione è arrivata a quota 56, per passare i due giorni successivi a 65 e 64.
Dopo sabato, in cui come abbiamo detto il limite di pericolo non è stato superato, persino domenica è stato superato il valore dei giorni lavorativi, con polveri a quota 63. E alla ripartenza della settimana lavorativa le concentrazioni sono stati superiori a 60 con il picco di mercoledì in cui sono stati raggiunti i livelli di 72 microgrammi.
Gli incidenti e le code in autostrada, che si riflettono anche sul traffico cittadino hanno un prezzo. Del resto le Pm 10, ovvero le polveri che hanno un diametro di un millesimo di millimetro, si formano per reazioni chimiche innescate dall’amalgama dei gas precursori, dall’anidride solforosa agli ossidi d’azoto all’ammoniaca sino ai composti organici volatili.
Il risultato finale è quello di aerosol di sostanze tossiche, combinate tra di loro, che vengono inalate nell’organismo superando le barriere a difesa della respirazione. Oltre il consentito anche il biossido di azoto: i 18 sforamenti annui consenti sono già stato raggiunti a Fiorano e superati a Gavello, dove siamo a 19. Per le polveri infine la goccia che fa traboccare il vaso sono proprio i carburanti più economici ed ecologici per eccellenza come i pellets di legno per le stufe moderne, ad alto rendimento. Peccato che, come insegna l’esperienza dell’Alto Adige, se non c’è un’accurata pulizia biennale, il vantaggio sia solo economico e non ambientale.
Saverio Cioce

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google