«Dobbiamo dare a Roma un milione di euro: follia»
di Daniele Montanari
Sestola. Il sindaco Bonucchi sbotta in Consiglio comunale sulla questione Imu «Dei tre incassati, un terzo va allo Stato e riceviamo in cambio soltanto briciole»
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SESTOLA. «È indegno di un Paese normale penalizzare chi ha meno: non possiamo continuare a dare allo Stato un milione e ricevere indietro briciole. Se l’obiettivo è far chiudere i Comuni di montagna, tra poco lo raggiungono di sicuro perché la situazione è insostenibile».
Così è sbottato lunedì sera in Consiglio a Sestola il sindaco Marco Bonucchi nella discussione sulle aliquote Imu e il bilancio di previsione 2017. Sul primo fronte, si registra una bella novità, con la decisione di ridurre la tassazione al 7,6 per mille (il minimo) su tutte le seconde case (tante a Sestola) oggetto di una ristrutturazione che le porti in classe energetica A o B. Una sorta di ulteriore incentivo per risollevare l’edilizia. E infatti è stato ben accolto dall’opposizione (contrario solo Annibale Tintorri perché considera le aliquote ancora troppo alte) a partire dal 5 Stelle Riccardo Balboni, che si è sempre espresso per il recupero contro la cementificazione. Obiettivi importanti anche nel piano opere pubbliche: dagli ulteriori 86mila euro investiti per il consolidamento del polo scolastico ai 260mila previsti per il primo stralcio del progetto di restyling del centro, che andrà dal municipio alla scalinata del cinema. L’indebitamento resta alto, a quota 7,4 milioni, ma si prosegue nella tendenza alla riduzione. È sui conti generali dell’Imu che arrivano i dolori. Il gettito infatti nel 2017 rimarrà a quota 3,1 milioni, ma di questi 1.064.000 andranno a Roma, aumentando ancora un prelievo locale passato negli ultimi tre anni da 864mila euro (2014) a 900mila (2015) e 1.048.000 (2016). Soldi che confluiscono nel fondo di solidarietà nazionale, per essere poi ripartiti senza particolari prescrizioni geografiche: capita anche che queste risorse vadano alle città metropolitane, che non hanno di certo le difficoltà di sopravvivenza dei piccoli Comuni. Sestola è appieno nel novero dei 526 Comuni d’Italia che danno molto di più di quanto ricevono: non più di 100mila euro dallo Stato anche per il 2017, un decimo di quanto prelevato. Ecco perché Bonucchi batte i pugni sul tavolo: «Sono veramente arrabbiato su questa cosa – ha rilanciato – per noi un milione su tre d’incasso sono tanti soldi. Già lottiamo per il semplice mantenimento dei servizi in montagna, quando nei centri a vocazione turistica come il nostro sui servizi non si dovrebbe galleggiare ma offrire eccellenza per attrarre. Se poi ci prendono anche i fondi del territorio... Siamo 15 Comuni in Emilia Romagna in questa situazione: ci siamo trovati martedì scorso in Regione, e il presidente Bonaccini ha preso a cuore il problema. Però – ha detto all’opposizione – rivolgo un appello anche alle altre parti politiche perché si attivino a Roma per porre fine a questa assurdità».
Così è sbottato lunedì sera in Consiglio a Sestola il sindaco Marco Bonucchi nella discussione sulle aliquote Imu e il bilancio di previsione 2017. Sul primo fronte, si registra una bella novità, con la decisione di ridurre la tassazione al 7,6 per mille (il minimo) su tutte le seconde case (tante a Sestola) oggetto di una ristrutturazione che le porti in classe energetica A o B. Una sorta di ulteriore incentivo per risollevare l’edilizia. E infatti è stato ben accolto dall’opposizione (contrario solo Annibale Tintorri perché considera le aliquote ancora troppo alte) a partire dal 5 Stelle Riccardo Balboni, che si è sempre espresso per il recupero contro la cementificazione. Obiettivi importanti anche nel piano opere pubbliche: dagli ulteriori 86mila euro investiti per il consolidamento del polo scolastico ai 260mila previsti per il primo stralcio del progetto di restyling del centro, che andrà dal municipio alla scalinata del cinema. L’indebitamento resta alto, a quota 7,4 milioni, ma si prosegue nella tendenza alla riduzione. È sui conti generali dell’Imu che arrivano i dolori. Il gettito infatti nel 2017 rimarrà a quota 3,1 milioni, ma di questi 1.064.000 andranno a Roma, aumentando ancora un prelievo locale passato negli ultimi tre anni da 864mila euro (2014) a 900mila (2015) e 1.048.000 (2016). Soldi che confluiscono nel fondo di solidarietà nazionale, per essere poi ripartiti senza particolari prescrizioni geografiche: capita anche che queste risorse vadano alle città metropolitane, che non hanno di certo le difficoltà di sopravvivenza dei piccoli Comuni. Sestola è appieno nel novero dei 526 Comuni d’Italia che danno molto di più di quanto ricevono: non più di 100mila euro dallo Stato anche per il 2017, un decimo di quanto prelevato. Ecco perché Bonucchi batte i pugni sul tavolo: «Sono veramente arrabbiato su questa cosa – ha rilanciato – per noi un milione su tre d’incasso sono tanti soldi. Già lottiamo per il semplice mantenimento dei servizi in montagna, quando nei centri a vocazione turistica come il nostro sui servizi non si dovrebbe galleggiare ma offrire eccellenza per attrarre. Se poi ci prendono anche i fondi del territorio... Siamo 15 Comuni in Emilia Romagna in questa situazione: ci siamo trovati martedì scorso in Regione, e il presidente Bonaccini ha preso a cuore il problema. Però – ha detto all’opposizione – rivolgo un appello anche alle altre parti politiche perché si attivino a Roma per porre fine a questa assurdità».
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