Liu Jo, riorganizzazione e Piazza Affari
Esce Vannis Marchi. Un Piano da 130 milioni per l’internazionalizzazione e la possibile quotazione entro 24-36 mesi
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Della quotazione in Borsa a Piazza Affari dell’azienda carpigiana del settore moda Liu Jo si parla quasi sistematicamente da anni. Indiscrezioni, anticipazioni più o meno credibili, le smentite dell’azienda e di fatto siamo ancora qui a parlarne, dopo che Milano Finanza Fashion ha rilanciato questa notizia. Ma nel caso specifico quanto pubblicato da Milano Finanza assume rilievo più che altro perché viene preannunciata una significativa riorganizzazione dell’azienda di Marco Marchi proprio in funzione della possibile quotazione in Borsa.
Tra gli obiettivi l’internazionalizzazione del marchio con il debutto negli Stati Uniti e l’ampliamento del prodotto, assieme all’acquisizione delle licenze uomo, gioielli e orologi prevista a fine anno. Si tratta quindi di una serie di operazioni che assumono significato indipendentemente dallo sbocco finale a Piazza Affari.
Liu Jo di fatto va a iniziare una grande rivoluzione per dare il via a una nuova fase della sua storia. Dopo avere archiviato l’anno fiscale con un fatturato di 310 milioni di euro, l’azienda fondata nel 1995 a Carpi e attiva con successo crescente nel design e nella commercializzazione di abbigliamento e accessori, ha finalizzato un’operazione di riassetto societario, seguita dalla società Ey in qualità di financial advisor, grazie alla quale ha razionalizzato la governance e l’intera struttura finanziaria.
Nel dettaglio, la holding controllata dal numero uno del gruppo Marco Marchi ha acquisito il 31% delle azioni di Liu Jo di proprietà del fratello Vannis Marchi, che rimarrà comunque azionista al 10%. Una strategia, quella della società che oggi impiega un totale di 700 dipendenti, che avrà come centro propulsore l’internazionalizzazione del marchio.
«Abbiamo archiviato l’esercizio a quota 310 milioni di euro di fatturato - ha detto Marco Marchi - La redditività è stata positiva con un ebitda in salita a oltre 50 milioni di euro. In questo anno 2017 puntiamo a crescere attorno al 3 per cento. Abbiamo finalizzato un’operazione di riassetto azionario del valore di circa 130 milioni di euro con una direzione ben precisa: il cambio generazionale, l’espansione internazionale e la quotazione nel medio periodo. Io e mio fratello Vannis Marchi, proprietari dell’azienda, abbiamo modificato le rispettive partecipazioni: lui è uscito dal Cda ma rimane azionista con una quota di circa il 10 per cnto - inizialmente deteneva il 41%, il 31% è quindi passato nella mani della holding - mentre io continuerò a guidare il gruppo e ad avere il ruolo di direttore creativo. Per l’ingresso in Borsa vogliamo creare le condizioni per rendere quotabile la società nei prossimi 24-36 mesi».
Tra gli obiettivi l’internazionalizzazione del marchio con il debutto negli Stati Uniti e l’ampliamento del prodotto, assieme all’acquisizione delle licenze uomo, gioielli e orologi prevista a fine anno. Si tratta quindi di una serie di operazioni che assumono significato indipendentemente dallo sbocco finale a Piazza Affari.
Liu Jo di fatto va a iniziare una grande rivoluzione per dare il via a una nuova fase della sua storia. Dopo avere archiviato l’anno fiscale con un fatturato di 310 milioni di euro, l’azienda fondata nel 1995 a Carpi e attiva con successo crescente nel design e nella commercializzazione di abbigliamento e accessori, ha finalizzato un’operazione di riassetto societario, seguita dalla società Ey in qualità di financial advisor, grazie alla quale ha razionalizzato la governance e l’intera struttura finanziaria.
Nel dettaglio, la holding controllata dal numero uno del gruppo Marco Marchi ha acquisito il 31% delle azioni di Liu Jo di proprietà del fratello Vannis Marchi, che rimarrà comunque azionista al 10%. Una strategia, quella della società che oggi impiega un totale di 700 dipendenti, che avrà come centro propulsore l’internazionalizzazione del marchio.
«Abbiamo archiviato l’esercizio a quota 310 milioni di euro di fatturato - ha detto Marco Marchi - La redditività è stata positiva con un ebitda in salita a oltre 50 milioni di euro. In questo anno 2017 puntiamo a crescere attorno al 3 per cento. Abbiamo finalizzato un’operazione di riassetto azionario del valore di circa 130 milioni di euro con una direzione ben precisa: il cambio generazionale, l’espansione internazionale e la quotazione nel medio periodo. Io e mio fratello Vannis Marchi, proprietari dell’azienda, abbiamo modificato le rispettive partecipazioni: lui è uscito dal Cda ma rimane azionista con una quota di circa il 10 per cnto - inizialmente deteneva il 41%, il 31% è quindi passato nella mani della holding - mentre io continuerò a guidare il gruppo e ad avere il ruolo di direttore creativo. Per l’ingresso in Borsa vogliamo creare le condizioni per rendere quotabile la società nei prossimi 24-36 mesi».
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