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Modena. Chef Bottura abbraccia la “sua” Città dei Ragazzi

Modena. Chef Bottura abbraccia la “sua” Città dei Ragazzi

In occasione dei settanta anni dalla fondazione dell’oratorio-scuola-centro sportivo voluto da don Mario Rocchi nel 1947 Bottura ha ricordato gli anni giovanili durante i quali il futuro chef tristellato frequentava l’Atletic Cdr di calcio e indossava la maglietta orange che ieri gli è stata donata con il suo nome. Lo chef che ha incontrato i ragazzi all’inaugurazione della nuova palestra

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«Pensavo che l’emozione più grossa sarebbe stata lunedì sera alla mensa Ghirlandina con i ragazzini che hanno problemi. E invece oggi altre emozioni più alla Città dei ragazzi, dove don Franco mi tirava degli scapaccioni per raddrizzarmi».
Cronaca di un altro appuntamento importante nella sua città per Massimo Bottura, il più noto chef del mondo, patron dell’Osteria Francescana. Lunedì sera, con l’associazione “Aut Aut” e le strutture della Diocesi Fondazione Auxilium ha servito i tortellini creati dai ragazzi autistici che imparano un mestiere nell’ambito di “Tortellante”. E ieri pomeriggio autentico bagno di folla con decine di ragazzini della Città dei ragazzi che l’hanno accolto al grido di “Uno di noi, Bottura uno di noi”. In occasione dei settanta anni dalla fondazione dell’oratorio-scuola-centro sportivo voluto da don Mario Rocchi nel 1947 Bottura ha ricordato gli anni giovanili durante i quali il futuro chef tristellato frequentava l’Atletic Cdr di calcio e indossava la maglietta orange che ieri gli è stata donata con il suo nome.

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In occasione della inaugurazione della nuova palestra della scuola, inoltre, a Bottura è stata donata una foto ingrandita che lo ritrae adolescente o poco più impegnato proprio sui campi da calcio. «Ho due passioni - ha spiegato il cuoco modenese - l’arte contemporanea e il calcio. A proposito di calcio non posso dimenticare l’allenatore della squadra Marco Corradi e anche Giorgio Pagliani: loro mi hanno sopportato tanti anni insieme a don Franco. Qui a Modena agiamo, mentre in giro tanti chiaccherano e io i valori che ho imparato qui e sui campi da calcio li ho trasmessi anche ai 42 ragazzi che lavorano con me alla Francescana. Serve velocità, tecnica, riflessi buoni, rispetto dei ruoli e spirito di sacrificio, in campo, in cucina e nella vita». L’incontro dello chef con i ragazzi è stato moderato dall’ex presidente della Provincia Emilio Sabattini, Matteo Al Kalak (esponente della Fondazione Cassa di risparmio che ha finanziato la palestra) e il responsabile della Cdr don Stefano Violi. Quest’ultimo spiega: «E’ una giornata bellissima di festa, con la nuova palestra e le nuove strutture che sono al servizio dei ragazzi e del quartiere: Bottura ci ha fatto il regalo di raccontare come ai suoi tempi lui era qui a imparare a costruire una società migliore. Gli stessi valori di allora li trasmettiamo oggi a quanti frequentano questi luoghi. La Città dei ragazzi infatti affonda le sue radici in un momento difficile, quella della ricostruzione post bellica quando in un contesto lacerato servivano fede e concretezza della realtà. Noi oggi abbiamo la stessa passione di don Mario, il nostro fondatore». (s.l.)

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