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Modena, nuovi dubbi dei grillini sulle case in via Aristotele

Modena, nuovi dubbi dei grillini sulle case in via Aristotele

Continua ad essere di grande attualità la nuova legge regionale sull’urbanistica che da Bologna sta piombando sui territori. Su Modena, tra l’altro, arriva proprio nel bel mezzo dei lavori sul nuovo...

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Continua ad essere di grande attualità la nuova legge regionale sull’urbanistica che da Bologna sta piombando sui territori. Su Modena, tra l’altro, arriva proprio nel bel mezzo dei lavori sul nuovo Psc partiti timidamente la settimana scorsa dopo mesi di preparazione nel dietro le quinte.
Ieri pomeriggio la commissione servizi del consiglio comunale ha svolto una lunga seduta di approfondimento, durata oltre tre ore, per cercare di capire da vicino tutti i risvolti di una legge che cambia drasticamente l’approccio sul tema urbanistico, lasciando, a sentire i principali detrattori del progetto, «troppa libertà ai Comuni nelle trattative coi privati». Lo hanno ripetuto anche ieri i grillini, con la capogruppo Elisabetta Scardozzi che si è detta «molto perplessa su questo iter che non ha sufficiente chiarezza. Una legge deve essere chiara, non interpretata in mille modi a seconda di chi la legge. E questo è il problema principale del nuovo approccio urbanistico».
Se ne è discusso, appunto, anche ieri in commissione, alla presenza dell’assessore Anna Maria Vandelli, di Roberto Gabrielli, responsabile del servizio di pianificazione urbanistica, paesaggio e uso sostenibile del territorio e di Sandra Vecchietti, presidente dell’istituto nazionale di urbanistica dell’Emilia Romagna.
«Il problema - continua Scardozzi - è sempre l’interpretazione. Non c’è un piano, sembra che tutto sia concesso. Proprio la negoziazione privata che viene permessa ai Comuni lascia poco alla trasparenza e molto all’improvvisazione. Chi stabilisce cosa sia giusto e cosa sbagliato, cosa permesso e cosa no? Il sentimento del Comune? Poniamo proprio il caso delle costruzioni di cui si discute da tanti anni in via Aristotele. Interpretando la legge in modo largo ci potremmo trovare di fronte a questa eventualità, è inutile che il Comune, ancora una volta, continui i suoi giri di parole».
L’assessore all’urbanistica Anna Maria Vandelli si era già espressa, anche prima di ieri, su questo tema: «Non c’è nessun automatismo. Anche per la nuova legge urbanistica regionale ci sarà il consiglio comunale per esaminare le varie situazioni relative ai residui di aree previste in espansione del vigente Piano regolatore. A Modena si tratta prevalentemente di aree F e G, adibite a servizi e ad attrezzature generali, e il consiglio comunale deciderà i criteri dell'eventuale e non automatica trasformazione».

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