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Turismo, s’accende il dibattito sul consorzio Valli del Cimone
SESTOLA. Anche Sestola mette in discussione il Consorzio Valli del Cimone, ma non arriva al punto di Pavullo, che un mese fa in Consiglio ha deciso per la sua uscita dall’ente di promo...
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SESTOLA. Anche Sestola mette in discussione il Consorzio Valli del Cimone, ma non arriva al punto di Pavullo, che un mese fa in Consiglio ha deciso per la sua uscita dall’ente di promo commercializzazione. In realtà è questo che ha chiesto venerdì l’opposizione di Sestola Civica con una mozione ad hoc che è stata solo letta, non votata. Ma dalle parole del sindaco Marco Bonucchi si è capito che il documento non passerà, anche se questo non vuol dire che il Consorzio vada bene così com’è. Proprio dall’uscita di Pavullo è partito Massimo Poggioli ricordando il quadro economico critico di Valli, «che versa in uno stato di “astinenza finanziaria” e di perenne necessità di disponibilità liquide per mantenere in vita l’intera struttura». Nello specifico della promozione turistica ha sottolineato che l’associazione Sestola Crea «fino alle recenti questioni che hanno minato il rapporto con l’amministrazione, ha dimostrato di saper essere un vero e proprio “faro” nell’ideazione, organizzazione e gestione delle iniziative in paese». Leggi: si potrebbe fare con loro anziché con Valli, così come Pavullo ha pensato di appoggiarsi a Pro Loco e associazionismo locale. Di qui la richiesta «di una vera e propria Brexit, motivata dalla volontà di impegnare in modo più proficuo ed efficiente i soldi dei contribuenti, ricordando anche che in Valli è già presente l’Unione dei Comuni, ente che si propone anche la promozione turistica». Uscire dunque per puntare sul locale, da Sestola Crea ai comitati frazionali. «Se il Consorzio non è strategico per Pavullo, lo è per Sestola, che vive di turismo», ha ribattuto Bonucchi. «Io sono il primo a dire, e l’ho già detto un anno fa, che così com’è Valli non va: non deve occuparsi della commercializzazione ma della promozione turistica del territorio. Auspico quindi che, anche alla luce della legge regionale che assegna fondi non ai singoli Comuni ma alle destinazioni turistiche, Valli si rinnovi, anche col subentro dell’Unione nelle quote societarie. Ma sul turismo non possiamo pensare di fare da soli». (dm)
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