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Modena. Fonderie, per Arpae emissioni regolari

Modena. Fonderie, per Arpae emissioni regolari

Il responsabile Stefano Forti: «Siamo usciti anche lunedì dai nostri rilievi tutto ok. Solo odore tipico di lavorazione»

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MODENA. «Dai nostri rilievi non è emersa alcuna difformità alle Fonderie cooperative riunite di Modena».
Così rassicura Stefano Forti, responsabile della sezione provinciale dell’Arpae, sul caso dell’impianto di via Zarlati. Più volte i telefoni dell’Agenzia ambientale regionale hanno squillato negli anni. Come lunedì scorso, quando dalla sede Arpae di via Fontanelli è partita una squadra per un controllo. «Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni da parte dei cittadini circa l’aria che si respirava - ammette Forti - a cui non sempre riusciamo a dare un riscontro immediato, soprattutto per le fattispecie che conosciamo già. In ogni caso, siamo usciti per effettuare un sopralluogo con il responsabile del distretto e un tecnico. L’attività era regolarmente in funzione e non abbiamo rilevato situazioni in difformità. In alcuni punti abbiamo rilevato l’odore tipico della lavorazione di fonderia. Come succede in questi casi, non è possibile escludere a priori, in concomitanza con una debole ventilazione, un fuoriuscire dell’odore dal perimetro dello stabilimento». Così è stato in effetti lo stesso giorno nel pomeriggio. Per l’odore molti residenti, come sta emergendo in questi giorni, confessano di doversi tappare in casa. Il comitato RespiriaMO aria pulita Modena domanda gli atti (tra l’altro) della stessa Arpae. «Stiamo raccogliendo tutta la storia per portare i documenti all’incontro del 4 aprile», riconosce il responsabile. Quel giorno l’amministrazione spiegherà ai cittadini che «lo stabilimento delle Fonderie cooperative riunite di Modena verrà chiuso entro il 31 gennaio 2022». Arpae anticipa massima collaborazione. «Siamo abituati a rispondere - prosegue Forti - perché i nostri atti, sono sempre stati richiesti da cittadini, associazioni e realtà industriali: non c’è niente da nascondere». Nel testo programmatico del 2017 si legge che “si prevede di consolidare le indagini sulle ricadute odorigene derivanti da processi produttivi, tra i quali fusione metalli (fonderie)”. «A fronte di una periodicità di 2 anni per un’ispezione completa - spiega Forti - non è passato un anno senza verifiche». Il comitato chiede chiarezza anche sulle Ponzoni. «Sono due categorie d’impianto ben distintee ben diverse» (g.f.).

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