Gazzetta di Modena

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Hera, duro scontro Muzzarelli-Pistoni sui nomi del cda 

Il sindaco di Modena ha detto «no» a Mara Bernardini proposta da Sassuolo. Pd spaccato su Marina Vignola

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Non è tutto oro quello che luccica. Il giorno dopo l’ufficializzazione delle nomine da parte del Comune di Modena per il cda di Hera (Giovanni Basile, già vicepresidente, e la new entry Marina Vignola) non c’è quiete ma c’è tempesta. Non sono bastate le trattative tra i Comuni a placare gli animi perché, di fatto, la quadratura sul secondo nome non si è mai trovata. L’indicazione di Marina Vignola non è piaciuta ad una fetta di Pd che l’ha dovuta digerire forzatamente. La politica, insomma, che ha creato il sistema delle nomine sulle società partecipate, non è più nemmeno in grado di gestirle. Basta vedere quello che è successo a Bologna, dove addirittura un dipendente del partito era stato indicato per il cda, portando anche Merola nell’occhio del ciclone.
A Modena, va detto, tutto questo non è successo, ma il sindaco Gian Carlo Muzzarelli la sua forzatura l’ha fatta ancora una volta. È stato suo il veto a Mara Bernardini, proposta dal sindaco di Sassuolo Claudio Pistoni. Il comune capocomprensorio del distretto ceramico, infatti, si era battuto per dare una sua indicazione di rappresentanza per i comuni minori.
Tre anni fa Luca Mandrioli era stato nominato in quota Comune di Vignola, così Sassuolo questa volta ha battuto i piedi, senza sapere che il nemico principale lo aveva in casa. Scambio di messaggi di fuoco tra i sindaci Pistoni e Muzzarelli, ma il punto di caduta non si trova. Formigine e Maranello rimangono incastrati nei giochi di potere e le soluzioni non arrivano. Così l’ipotesi Marina Vignola rischia di essere una soluzione più gradita a Muzzarelli che ai suoi colleghi del distretto ceramico. Un paradosso creato ad arte dai giochi di potere della politica.
Così è arrivato il nome della Vignola: ricercatrice in Economia e gestione delle imprese all’Università di Modena e Reggio Emilia, tra il 2009 e il 2014 è stata consigliera provinciale eletta nella lista del Pd. Come economista il suo principale ambito di ricerca riguarda l’internazionalizzazione delle imprese. Inoltre, insegna Marketing internazionale nel corso di Economia e Marketing internazionale presso il Dipartimento di Economia Marco Biagi.
Ma la partita, tornando ai nomi, non è ancora finita. Ora spetta ai privati presentare le liste, la prossima settimana. Se è vero, infatti, che la parte dell’azionariato pubblico garantisce ancora la maggioranza di governo, il ruolo che è giocato nella multiutility dai privati rischia di essere piuttosto importante in un consiglio di amministrazione dove i pesi hanno il loro potenziale. In questo sarà strategico ciò che riuscirà a fare la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, che da sempre è un ago della bilancia molto forte con le sue azioni, oltre 28 milioni (28.426.737 per la precisione, con una quota capitale dell’1,908 per cento). I nomi dei modenesi, quindi, per il prossimo cda, non sono finiti.
Davide Berti

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