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«Israele, le colonie sono illegali. Aiutateci» 

«Israele, le colonie sono illegali. Aiutateci» 

Giannelli: «Avanti con il boicottaggio». Ebrei contro l’occupazione: «Terre sequestrate con pretesti»

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«Ciascuno di noi può dare un contributo per la questione palestinese». Martedì sera non c’è stata alcuna contestazione nella Sala Ulivi.
Eppure il tema non lasciava indifferenti: “Legalizzazione delle colonie israeliane nei territori palestinesi: una sfida alla pace”. Così come ha fatto discutere, a destra come a sinistra, il patrocinio garantito dal Comune all’iniziativa.
«Grazie Muzzarelli», ha riconosciuto Mai Alkaila, ambasciatrice palestinese in Italia.
«Il governo israeliano - ha detto - compie una pressione enorme sui governi degli Stati affinché non diano solidarietà ai palestinesi». Il problema non è distante da noi e lo ha ricordato Fausto Gianelli. Il rappresentante dei Giuristi Democratici ha ricordato che i governi non devono riconoscere le colonie palestinesi e assicurare invece azioni perché Israele rispetti gli obblighi internazionali. Lo hanno stabilito le Nazioni Unite nella 34esima sessione sui diritti umani, in cui s’è ribadita l’illegalità delle colonie. Colonie legalizzate invece dal Parlamento israeliano.
Cosa succede? «Vasti appezzamenti di terreno sono passati dalle proprietà dei palestinesi a quelle degli israeliani - ha spiegato Miriam Marino, rappresentante di “Ebrei contro l’occupazione” - attraverso varie fasi: aree di sicurezza, accessi limitati, avamposti, proprietà abbandonate, terreni con risorse naturali». Per Gianelli ciò rappresenta «un crimine di guerra» e «un’infezione grave», con riflessi per tutti.
«Invocare la Torah, ovvero la Bibbia, per evitare il diritto internazionale è molto pericoloso - ha ripreso il giurista, paventando il rischio di nuove guerre - Altri potrebbero fare la stessa cosa. Gli Stati con forme di fanatismo o le potenze potranno evitare il diritto internazionale».
«Vogliono cancellare un popolo dalla faccia della Terra», ha sostenuto Bassam Saleh dell’Associazione Prigionieri Palestinesi. Per Saleh la comunità internazionale ha «abituato Israele a infischiarsene delle risoluzioni Onu». «Sono loro gli antisemiti», ha tuonato Moni Ovadia, artista ebreo impegnato per la pace. «Vi sono 128 colonie - ha detto Alkaila - concirca 600mila coloni. Il 60% dei coloni israeliani lavorano all’interno di Palestina del 1948, gli altri 40% vivono dentro le colonie israeliane». L’ambasciatrice ha ringraziato il pubblico: «Voi sostenete la libertà d’espressione in genere e la nostra come palestinesi».
Da qui il contributo che può dare ciascuno. «Ognuno può chiedersi cosa può fare - ha concluso Gianelli - e allora siamo a metà strada». Una strada l’ha indicata il movimento per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele (BDS). «Vogliamo riconosciuti diritti umani e legalità per tutti - ha spiegato un loro rappresentante - e non ci faremo intimidire dalle pressioni. C’è un disegno di legge per metterci fuori legge anche in Italia».
Gabriele Farina

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