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Mdp su Hera: «Indennità troppo alte»

Mdp su Hera: «Indennità troppo alte»

Il Movimento Democratico e Progressista pone sulle nomine un tema di rappresentatività. Paolo Trande, che ai tempi del Pd era tra coloro che avevano voluto fissare un regolamento, chiede una stretta...

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Il Movimento Democratico e Progressista pone sulle nomine un tema di rappresentatività. Paolo Trande, che ai tempi del Pd era tra coloro che avevano voluto fissare un regolamento, chiede una stretta perchè è ormai chiaro che, con o senza il regolamento, è comunque il sindaco che continua a fare ciò che vuole, essendo una sua prerogativa.
«La legge è chiara - spiega Paolo Trande - le nomine sono una responsabilità del sindaco. Anche se presenta degli aspetti discutibili e di concentrazione del potere questa norma garantì il superamento di quel brutto spettacolo, non in se ma per la degenerazione a cui era giunto, che era la spartizione delle nomine nei consigli comunali, o nei corridoi accanto, tra maggioranze e minoranze. Nel 2011 promossi, e il consiglio comunale votò, un ordine del giorno in cui chiedevo che venissero eliminate le barriere in entrata e fosse reso trasparente il percorso. Con la approvazione della delibera che recepiva la mozione i 5S proposero anche di fare le audizioni. Dopo due anni di sperimentazione di questo nuovo sistema penso che vadano introdotti dei correttivi. Il potere di nomina del sindaco va contemplata la possibilità che i consiglieri possano fare arrivare il loro parere sul tavolo del sindaco, prima della decisione. Per ultimo c’è il problema emolumenti sul quale il consiglio comunale si è già espresso: chi è nominato dal sindaco di Modena non può guadagnare più del sindaco o 3-5 volte un assessore. É un problema di proporzionalità ed equità». Va detto che un consigliere del cda di Hera porta a casa 60mila euro lordi all’anno, 85 se ha la carica di vicepresidente.

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