«Parlare senza sessismo? Si può»
Nel 1987 Alma Sabatini con un libro rivoluzionò l’uso dell’italiano. Oggi convegno
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A trent’anni di distanza dalla pubblicazione de “Il sessismo nelle lingua italiana” cos’è cambiato? Se ne parlerà oggi nella giornata di studi dedicata al tema con inizio alle 9, presso l'aula Magna del Dipartimento di Giurisprudenza.
Il testo di Alma Sabatini venne pubblicato nel 1987 e il volume comprendeva le “Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua” pubblicato l’anno precedente. L’intento era sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo al tema delle discriminazioni di genere presenti nella lingua italiana.
Oggi a che punto siamo? «Ci sono ancora degli elementi di resistenza nell’utilizzo del femminile - ha spiegato Vittorina Maestroni, presidente del Centro Documentazione Donna - ma qualche progresso negli anni è stato fatto». Ad esempio? «Diamo per assodato il termine maestra o educatrice - ha elencato Maestroni - ma non ingegnera. Anche ministra ha un uso corrente, ma per altri ruoli istituzionali o in modo trasversale nel mondo del lavoro, si assiste ad un lento cambiamento. Alcune di queste resistenze vengono dalle donne stesse».
Quali motivazioni spingono a sottolineare l’importanza dell’uso neutro o femminile della lingua?
«Sembra un discorso marginale - ha detto la presidente del Centro Documentazione Donna - rispetto al contesto generale. Tuttavia, non è così, perché si celano, dietro ad un linguaggio sessista, discriminazioni di genere. La difficoltà, ad esempio, di riconoscere un ruolo sociale e politico alla donna».
Saranno tre le sessioni previste nel programma dell’iniziativa: linguistica, giuridico-politica e di buone pratiche. Nell’analisi linguistica si indagherà sull’eterosessismo nei dizionari italiani.
Verranno, inoltre, presi in considerazione esempi di usi non sessisti della nostra lingua in tre quotidiani nazionali.
Nella seconda sezione sarà preso in esame il linguaggio giuridico sessuato; donne e cariche istituzionali. Infine, nell’ultima sezione, verranno mostrate alcune strategie per cercare di eliminare il sessismo della lingua, tra cui un’indagine sulle “Raccomandazioni” recepite da parte degli insegnanti di italiano. Durante la giornata, che si concluderà intorno alle ore 16, saranno numerosi gli interventi a cura di studiosi. Gli stessi sono stati selezionati in base ad una richiesta di indagine sul tema, proveniente dall’ateneo di Modena e Reggio, lo scorso anno a dicembre.
Martina Stocco
Il testo di Alma Sabatini venne pubblicato nel 1987 e il volume comprendeva le “Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua” pubblicato l’anno precedente. L’intento era sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo al tema delle discriminazioni di genere presenti nella lingua italiana.
Oggi a che punto siamo? «Ci sono ancora degli elementi di resistenza nell’utilizzo del femminile - ha spiegato Vittorina Maestroni, presidente del Centro Documentazione Donna - ma qualche progresso negli anni è stato fatto». Ad esempio? «Diamo per assodato il termine maestra o educatrice - ha elencato Maestroni - ma non ingegnera. Anche ministra ha un uso corrente, ma per altri ruoli istituzionali o in modo trasversale nel mondo del lavoro, si assiste ad un lento cambiamento. Alcune di queste resistenze vengono dalle donne stesse».
Quali motivazioni spingono a sottolineare l’importanza dell’uso neutro o femminile della lingua?
«Sembra un discorso marginale - ha detto la presidente del Centro Documentazione Donna - rispetto al contesto generale. Tuttavia, non è così, perché si celano, dietro ad un linguaggio sessista, discriminazioni di genere. La difficoltà, ad esempio, di riconoscere un ruolo sociale e politico alla donna».
Saranno tre le sessioni previste nel programma dell’iniziativa: linguistica, giuridico-politica e di buone pratiche. Nell’analisi linguistica si indagherà sull’eterosessismo nei dizionari italiani.
Verranno, inoltre, presi in considerazione esempi di usi non sessisti della nostra lingua in tre quotidiani nazionali.
Nella seconda sezione sarà preso in esame il linguaggio giuridico sessuato; donne e cariche istituzionali. Infine, nell’ultima sezione, verranno mostrate alcune strategie per cercare di eliminare il sessismo della lingua, tra cui un’indagine sulle “Raccomandazioni” recepite da parte degli insegnanti di italiano. Durante la giornata, che si concluderà intorno alle ore 16, saranno numerosi gli interventi a cura di studiosi. Gli stessi sono stati selezionati in base ad una richiesta di indagine sul tema, proveniente dall’ateneo di Modena e Reggio, lo scorso anno a dicembre.
Martina Stocco
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