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«Patto con l’Unesco vincola il Marocco: il Guercino tornerà» 

Stefano Luppi
«Patto con l’Unesco vincola il Marocco: il Guercino tornerà» 

Contrariamente a quanto sostiene la Procura di Modena, l’avvocato Giulio Volpe, esperto di norme sui beni culturali si dice ottimista sul possibile ritorno dell’opera a Modena

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Una ventata di ottimismo, sul ritorno del Guercino a Modena. È quella che arriva dall'avvocato avvocato bolognese e docente universitario Giulio Volpe, esperto di legislazione dei beni culturali a Bologna e in passato presso il Ministero dei beni culturali.

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L'avvocato ha seguito la rocambolesca vicenda del ritrovamento del quadro in Marocco e le dichiarazioni preoccupate da parte del procuratore capo di Modena Lucia Musti alcuni giorni fa. Quest'ultima spiegava di temere difficoltà diplomatiche circa il rientro immediato riguardo a Modena della "Madonna in trono con i santi Evangelista e Gregorio Taumaturgo" - rubata ad agosto 2014 dalla chiesa di San Vincenzo di Modena e ritrovata in Marocco, in pessime condizioni, nello scorso febbraio.

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«Non esiste un obbligo da parte di uno stato estero di riconsegnare un bene di interesse culturale ed artistico.- diceva Musti - Questo dice il diritto internazionale, tranne nel caso in cui il bene sia stato sottratto durante una guerra. Non dico che non avremo l'opera indietro, ci stiamo lavorando e siamo prossimi ad aprire una rogatoria internazionale».

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Secondo Volpe le cose stanno in un diverso modo e dispensa quindi un po' di ottimismo sulla vicenda. «Esistono - spiega il docente bolognese - diversi strumenti internazionali, accordi pattizi tra Stati, multilaterali o bilaterali, utili al rientro delle opere. I più rilevanti, lasciando da parte quelli operanti in ambito solo europeo visto che parliamo del Marocco, sono stati concepiti sotto l'egida dell'Unesco (Parigi, 1970) o di Unidroit (Roma, 1995) e sorgevano con l'intento specifico di tutelare l'integrità dei patrimoni culturali nazionali. In questo modo si è agito ai fini di prevenzione e repressione dei fenomeni di furto ed esportazione illecita di beni culturali, nonché appunto di recupero dei beni oggetto di tali illeciti ai paesi di provenienza».

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L'avvocato viene poi al caso modenese: «La convenzioni Unesco annovera tra gli Stati firmatari anche il Marocco, dunque mi sembra che questa norma possa essere invocata per pretendere dal quel Paese una pronta e sicura restituzione della pala del Guercino di Modena. E' scritto esattamente all'articolo 7, dove gli Stati parte della Convenzione si impegnano ad adottare misure appropriate per recuperare e restituire su richiesta dello Stato d'origine qualsiasi bene culturale rubato e importato dopo l'entrata in vigore della Convenzione stessa. Le richieste di recupero e di restituzione vanno indirizzate allo Stato richiesto per via diplomatica».

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Il legale, che in passato ha lavorato anche con un importante esperto come Antonio Paolucci quando era ministro dei beni culturali, assicura che la strada giusta è questa: «Tanto l'Italia quanto il Marocco risultano aver recepito con ratifica tale Convenzione, entrante in vigore rispettivamente il 2 gennaio 1979 e il 3 maggio 2003. Non si vede quale ostacolo possa incontrare la restituzione di tale pregiatissimo dipinto, purtroppo gravemente danneggiato, alla Chiesa di San Vincenzo, che ne attende il ritorno».

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