Quei giovani profughi accolti in famiglia a Modena
Un centinaio i ragazzi arrivati a Modena da tutto il mondo senza alcun parente. Alcune coppie li hanno accolti e li accompagnano negli studi sino all’autonomia
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MODENA «L’immigrazione fa parte della nostra storia e volevamo fare qualcosa di utile, anche se piccolo». Così Pierina Pirisi ha spiegato perché ha deciso di partecipare a WelcHome, progetto che permette alle famiglie modenesi di accogliere rifugiati minorenni non accompagnati.
Martedì sera un incontro alla parrocchia Beata Vergine Addolorata ha permesso a tre coppie di raccontare il loro rapporto con i giovani che stanno ospitando. Pierina racconta che anche lei è una migrante: nel 1970 è partita dalla Sardegna per andare in Australia, dove è rimasta per 14 anni.
«Io ho fatto domanda per emigrare, ho avuto il visto e mi hanno chiesto se volevo partire in nave o in aereo. Hadi invece è dovuto scappare dall’Afghanistan. Ha affrontato una Via Crucis tra l’Iran, il Pakistan, la Turchia e la Grecia, per raggiungere l'Italia. Una differenza enorme».
Hadi è il ragazzo di diciassette anni che Pierina ed il marito Edoardo Burani hanno accolto a gennaio. Il giovane è stato costretto a fuggire dal suo Paese perché di etnia hazara, perseguitata dai talebani. Edoardo e Pierina lo ospitano da soli due mesi, ma parlano di questa esperienza in modo molto positivo. Nonostante il viaggio difficile, Hadi viene descritto come un ragazzo dolce, sorridente e volenteroso di imparare l’italiano.
«Ora il suo problema sono i verbi, - spiega Edoardo - un giorno mi ha portato un foglio con una cinquantina di verbi italiani da studiare e mi ha domandato se erano gli ultimi».
Per altri ragazzi l’Italia rappresenta l’opportunità di un futuro migliore, come nel caso dei neomaggiorenni Akil e Tamur, emigrati dal Pakistan.
Linda e Francesco Lami, la coppia di Pavullo che li ha ospitati, li descrive come ragazzi educati e rispettosi, oltre che decisamente impegnati: i due aiutano in casa, seguono corsi di italiano e sono attivi nel volontariato. Aiutanti dell’Avap, offrono il loro contributo anche all’Avo, lavorando una volta a settimana in una struttura per anziani. Le preoccupazioni della coppia riguardavano le differenze culturali e religiose. Akil e Tamur sono musulmani, mentre Linda e Francesco sono cristiani.
«Le differenze religiose sono state appianate con il dialogo. - spiega Linda - Ciò che all’inizio li ha spaesati è l’atteggiamento delle ragazze italiane, perché è molto diverso da quello delle donne del loro Paese». Caterina è una sedicenne albanese dall’italiano ottimo. Vorrebbe fare la fisioterapista, ma sta studiando in una scuola alberghiera e pensa di continuare su questa nuova strada.
È stata accolta da Fausto e Grazia Stocco, coppia che ha già due figlie di sette e quattro anni. Caterina è con loro da pochi mesi, eppure le piccole la ritengono una sorella. «Abbiamo già avuto un’esperienza simile - racconta Grazia - La nostra preoccupazione? Abbiamo due figlie ancora piccole, quindi ci siamo chiesti come sarebbe stato occuparsi di un’adolescente, ma con Caterina sta andando tutto bene».
Hanno raccontato i loro sogni anche due ragazzi pakistani della comunità della parrocchia, Javed, che vorrebbe fare il pizzaiolo, e Afnan, che studia per diventare cuoco, cercando di lasciarsi alle spalle un viaggio di cui non vuole parlare.
Entrambi vedono il loro futuro a Modena, come anche Gias, diciottenne del Bangladesh, che desidera entrare nella ristorazione. Lui è stato prima accolto in comunità e poi in una famiglia modenese. Il progetto WelcHome, voluto dal Comune di Modena, tiene infatti conto dei bisogni dei singoli minori non accompagnati. Quanti sono? A oggi siamo arrivati a un centinaio. Ad alcuni di loro piace la vita in comunità, mentre altri hanno ancora bisogno di una famiglia. In questo secondo caso l’iter prevede diversi incontri di prova tra i rifugiati e le famiglie richiedenti, con il supporto di psicologi ed assistenti sociali. Il progetto prevede un’accoglienza di sei mesi rinnovabili fino al raggiungimento della maggiore età dei ragazzi.
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