Gazzetta di Modena

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«Vero, fu il Comune ad obbligare i titolari a fare quei chioschi»

di Carlo Gregori
 «Vero, fu il Comune ad obbligare i titolari a fare quei chioschi»

O abbattete i chioschi vecchi oppure perdete le concessioni. La conferma da parte di un dirigente comunale che l’amministrazione municipale aveva posto l’alternativa senza margini è stata ieri...

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O abbattete i chioschi vecchi oppure perdete le concessioni. La conferma da parte di un dirigente comunale che l’amministrazione municipale aveva posto l’alternativa senza margini è stata ieri esposta dai testimoni al processo civile avviato da alcuni concessionari. Si tratta di una ammissione importante, secondo i promotori della causa civile, perché dimostra che non era stato lasciato scampo a chi doveva costruire le nuove baracchine secondo i criteri fissati dallo stresso Comune. E che quindi il danno è stato causato dall’intimazione dell’amministrazione dell’epoca.
A testimoniare davanti al giudice ieri si sono presentati un geometra progettista, due soci di Mem (Bobotti) e soprattutto quel Giovanni Bertugli, dirigente del settore economico del Comune, che era già stato coinvolto nelle indagini e poi archiviato. Come già aveva già testimoniato in sede penale, Bertugli anche nel civile ha confermato che la linea del Comune era sempre quella: le vecchie baracchine, piene di piccoli e grandi abusi, ormai condannate a scomparire per ridare ordine alla loro presenza nel Parco, dovevano essere abbattute entro il 22 dicembre 2013. La data è un ultimatum: chi non avesse eseguito, avrebbe perso la concessione. Quindi per mantenere la nuova concessione era necessario abbattere tutto il vecchio e far posto al nuovo. In questo modo, anche se gli spazi concessi erano maggiori, il margine d’azione dei concessionari, secondo la loro tesi, era ridottissimo se non nullo.
Questa impostazione apre la strada alla loro richiesta di risarcimento danni. Le baracchine, già onerose per come erano state impostate dal Comune (che non lasciava margini dato che dovevano essere tutte uguali) hanno avuto costi, il loro blocco e la successivo sequestro. Questo caos ha prodotto dal 2014 mancati introiti e anche le perdite dovute alle spese di progettazione e cantiere.
Il Comune non ha prodotto testi in sede civile.
Prossima udienza fissata per giugno.

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