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cronaca

«I miei filmati manipolati De Stavola? Non ne parlo» 

Processo Aemilia. Alessandro Bianchini girò i video con funzionari “spifferoni” «Solo atti amministrativi. L’inchiesta dei carabinieri? Nessun avviso di garanzia»


31 marzo 2017 di Alberto SettI


REGGIO EMILIA. «Sono stati mostrati dai carabinieri solo stralci di quei filmati. Sono molto più lunghi, e dimostreremo che noi non abbiamo fatto nulla di male.
Alessandro Bianchini, in una pausa del processo Aemilia che lo vede imputato a Reggio con tutta la famiglia, prova a spiegare lo sconcerto provocato dalle immagini che ha girato con il telefonino, nel pieno dell’offensiva della famiglia Bianchini per farsi riammettere alla “white list”, prima con la ditta principale Bianchini Costruzioni poi con quella di Alessandro, quella Ios che usava mezzi e operai della ditta del padre, ma che i Bianchini sostengono essere autonoma e indipendente.
Alessandro, ci sono immagini che lei stesso ha girato, con funzionari di Stato che hanno in mano e le consegnano documenti della prefettura, e che le spiegano di averli presi con l’aiuto di amici nella cassaforte del prefetto.
«Si, ma erano documenti amministrativi, non è stato violato alcun segreto istruttorio...».
Certamente erano documenti riservati, di gruppi investigativi che dovevano valutare il pericolo di infiltrazioni e contaminazioni mafiose. Definirli amministrativi...
«Documenti che mi sono stati notificati, non c’era nessun segreto».
Ma in quel momento erano riservati, delicati...
«Me li hanno notificati dopo tre giorni...».
E come ha conosciuto questo De Stavola, che rivela di imminenti ispezioni di Guardia di Finanza alla Ios e alla Bianchini e altri organi di stato, consigliandovi pure di pulire i documenti...
«Non è il caso di parlarne ora, al momento opportuno e nelle sedi opportune spiegherò tutto, ma non ho fatto niente di male».
Il blitz dei carabinieri in prefettura a caccia di questi traditori di Stato è di più di un anno fa. Si parlò di otto indagati.
Ha mai ricevuto un avviso di garanzia?
«No, mai ricevuto nulla».
Sul tema interviene anche Giulio Garuti, uno dei legali della famiglia Bianchini.
«Sulla questione dei filmati a noi non risultano indagini penali, ci hanno interrogato all’epoca, dopo i sequestri nell’azienda Bianchini, ma mai più, neppure con una richiesta di proroga di indagini».
E Bruna Braga, la moglie di Augusto Bianchini, presente anche lei in udienza ieri a Reggio accanto al marito, aggiunge: «Non siamo i mostri che ci descrivono».

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