Modena, sorpresa dalla Giunta: ci aumenta la Tari
La tariffa cresce fino a 5 euro all’anno per ogni famiglia. Rincari per le aziende, invariato l’Albinelli
MODENA. Non dovevano aumentare le tasse e invece puntualmente la stangatina è arrivata anche quest’anno. Sarà anche colpa della Regione, come dicono in Comune, ma la morale è che la tassa sui rifiuti subirà un rincaro, smentendo le promesse di fine anno di Muzzarelli. E poca importa se l’annuncio è mitigato dalla promessa di nuovi servizi legati alla raccolta dell’immondizia. La sostanza è che costerà di più a fronte di un servizio che a Modena fa sempre piuttosto discutere.
La maggiorazione della tariffa dell’1,6 per cento rispetto al 2016, pari a un massimo di 5 euro all’anno per l’82 per cento delle famiglie modenesi, deriva in particolare da due elementi riconducibili a decisioni della Regione Emilia Romagna che hanno comportato un aumento dei costi a carico del Comune: l’adeguamento dello scenario del Piano regionale di gestione rifiuti ai dati reali di produzione di rifiuti indifferenziati, che superano le previsioni del 6,4 per cento, che per Modena si traduce in un conguaglio di oltre 362 mila euro; la revisione del regolamento del fondo incentivante (previsto dalla legge regionale 16/2015) che mette a carico del Comune di Modena una quota di 168.231 euro da detrarre da quella riconosciuta per la gestione rifiuti.
“Preso atto dei valori del Pef di Atersir – ha spiegato Guerzoni – il Comune di Modena ha scelto di continuare comunque a investire sull’incremento di servizi per la gestione dei rifiuti e il decoro della città: nell’aumento percentuale dell’1,6 per cento sono compresi infatti oltre 370 mila euro di nuovi servizi che equivalgono a circa all’1,2 per cento del valore Pef”.
Nell’ambito del Pef, rimangono invariati rispetto al 2016 il costo per la riscossione della Tari (che diminuirà a partire dal 2018), il Fondo crediti di dubbia esigibilità (pari a 2 milioni 780 mila euro), il Fondo terremoto di 78.347 euro e anche il contributo del Miur di 128.527 euro.In pratica l’aumento si traduce in un aumento della tariffa variabile da 2,68 a 5 euro all’anno per l’82 per cento delle famiglie modenesi. Per la maggior parte delle utenze non domestiche invece l’aumento varia solo da 0,02 a 0,06 centesimi al metro quadro. (esempio: un’attività artigianale di 250 mq avrà un aumento della tariffa di 15 euro all’anno; un ufficio di 150 mq di 9 euro). Le utenze del Mercato Albinelli, a seguito dell’accordo complessivo sottoscritto con il Comune nel 2015 non avranno alcun aumento (negli ultimi tre anni, tra riduzioni e non aumenti, il calo aggregato è pari al 18,8 per cento). Tra i miglioramenti del servizio programmati nel 2017 ci sono il potenziamento della raccolta differenziata, con la continuazione del piano Modena ambiente 2019 sul porta a porta integrale nelle zone artigianali industriali già partita a Nazioni e Torrazzi mentre in aprile parte a Bruciata, in ottobre Emilio Po; investimenti per migliorare le aree e i depositi dei centri di raccolta, anche a servizio delle raccolte sul territorio; il potenziamento del servizio di spazzamento di parchi, nuove aree verdi, centro storico e ciclabili; la prosecuzione del progetto di decoro urbano e con le scuole.
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