Truffa dei CoCoPro in Confagricoltura: due rinvii a giudizio
L’ex direttore Bolognesi e l’attuale direttrice Caselli a processo per i rimborsi indebiti delle Giornate Agricole
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Rinviati a giudizio per truffa ai danni dello Stato Pier Luigi Bolognesi, a capo di Confagricoltura Modena fino all’aprile 2013, il successore Maria Luisa Caselli, attualmente in carica, e la stessa associazione agricola per la sede modenese. È l’esito dell’udienza preliminare di ieri per la nota vicenda dei rimborsi ottenuti per le Giornate Agricole in Appennino e in seguito ritenuti indebiti: in tutto 40mila euro.
La Caselli, attualmente dirigente, ha una posizione marginale: è coinvolta in un singolo episodio.
Il rinvio a giudizio è stato deciso ieri dal giudice Eleonora Pirillo al termine dell'udienza preliminare. Tutti e tre gli imputati erano difesi dal professor Giulio Garuti. La prima udienza si terrà il 13 settembre.
Se l'entità di denaro può apparire contenuta, l'accusa resta grave: quarantamila euro di finanziamenti pubblici, italiani e della Unione Europea, incassati illegalmente con un gioco di licenziamenti e assunzioni a termine per dipendenti licenziati, ri-assunti e trasformati in CoCoPro.
I rimborsi erano tutti centrati su presunte spese sostenute dalla Confagricoltura nel corso delle Giornate agricole provinciali tenute a Pavullo negli anni: 2009-10, 2011-12 e 2013-14 (il 2010-11 non rientra). In ogni occasione il direttore generale dell'epoca Bolognesi firmava i moduli per ottenere indietro i soldi anticipati rivolgendosi alla Camera di Commercio.
Alcune irregolarità hanno destato i sospetti che sono stati formalizzati in una segnalazione che ha avviato le indagini della guardia di finanza di Modena coordinate dal pm Claudia Natalini.
Indagini che hanno portato a “visitare” la sede provinciale della Confagricoltura per acquisire documenti e che hanno destato all'epoca attenzione. In realtà, le fiamme gialle cercavano le carte per chiarire il punto oscuro della indagine: da quanto si ipotizzava, alle Giornate il personale assunto era in realtà lo stesso personale dipendente dell’associazione che per l’occasione veniva licenziato e subito dopo riassunto con contratto di collaborazione a progetto (CoCoPro).
Serviva a farli figurare come neo-dipendenti utilizzati solo alle Giornate per godere dei finanziamenti concessi. In realtà, continuavano a svolgere le stesse mansioni di sempre. Il giudice ha seguito la ricostruzione della Procura rinviando tutti a giudizio.
Resta però da precisare che nel caso della direttrice attuale Caselli la posizione è marginale. All'epoca era una esecutrice di quanto le ordinava di fare Bolognesi e in una sola occasiona ha presentato e firmato un consuntivo da 2.500 euro in tutto. La difesa conta di dimostrare la sua estraneità dalle accuse.
Carlo Gregori
La Caselli, attualmente dirigente, ha una posizione marginale: è coinvolta in un singolo episodio.
Il rinvio a giudizio è stato deciso ieri dal giudice Eleonora Pirillo al termine dell'udienza preliminare. Tutti e tre gli imputati erano difesi dal professor Giulio Garuti. La prima udienza si terrà il 13 settembre.
Se l'entità di denaro può apparire contenuta, l'accusa resta grave: quarantamila euro di finanziamenti pubblici, italiani e della Unione Europea, incassati illegalmente con un gioco di licenziamenti e assunzioni a termine per dipendenti licenziati, ri-assunti e trasformati in CoCoPro.
I rimborsi erano tutti centrati su presunte spese sostenute dalla Confagricoltura nel corso delle Giornate agricole provinciali tenute a Pavullo negli anni: 2009-10, 2011-12 e 2013-14 (il 2010-11 non rientra). In ogni occasione il direttore generale dell'epoca Bolognesi firmava i moduli per ottenere indietro i soldi anticipati rivolgendosi alla Camera di Commercio.
Alcune irregolarità hanno destato i sospetti che sono stati formalizzati in una segnalazione che ha avviato le indagini della guardia di finanza di Modena coordinate dal pm Claudia Natalini.
Indagini che hanno portato a “visitare” la sede provinciale della Confagricoltura per acquisire documenti e che hanno destato all'epoca attenzione. In realtà, le fiamme gialle cercavano le carte per chiarire il punto oscuro della indagine: da quanto si ipotizzava, alle Giornate il personale assunto era in realtà lo stesso personale dipendente dell’associazione che per l’occasione veniva licenziato e subito dopo riassunto con contratto di collaborazione a progetto (CoCoPro).
Serviva a farli figurare come neo-dipendenti utilizzati solo alle Giornate per godere dei finanziamenti concessi. In realtà, continuavano a svolgere le stesse mansioni di sempre. Il giudice ha seguito la ricostruzione della Procura rinviando tutti a giudizio.
Resta però da precisare che nel caso della direttrice attuale Caselli la posizione è marginale. All'epoca era una esecutrice di quanto le ordinava di fare Bolognesi e in una sola occasiona ha presentato e firmato un consuntivo da 2.500 euro in tutto. La difesa conta di dimostrare la sua estraneità dalle accuse.
Carlo Gregori
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