Caso Tondi: in giugno processo ad Albicini
di Carlo Gregori
Fissata l’udienza, la difesa chiederà una perizia sulle condizioni del medico colpito dalla soda caustica
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È stata fissata per l’8 giugno la data del processo con rito abbreviato a Daniele Albicini, il 59enne tecnico della Medicina del Lavoro dell’Ausl, accusato di lesioni gravissime per aver colpito il viso e gli occhi del dottor Stefano Tondi in un agguato sotto la casa del medico a Vignola e per aver colpito subito dopo il figlio del medico che cercava di fermarlo.
La richiesta della difesa (avvocati Vittorio Rossi e Silvia Silvestri) è però condizionata a una perizia medica da svolgere sulle condizioni fisiche del dottor Tondi alla luce delle cure e dei miglioramenti successivi al suo ricovero al Policlinico e anche in base alle cartelle mediche.
Lo scopo dei difensori di Albicini è evidente: mettere un punto fermo sui danni provocati dalla soda caustica spruzzata con una pistola di plastica.
La richiesta della perizia verrà formalizzata durante la prima udienza e il giudice Eleonora De Marco deciderà se accoglierla nominando anche un perito medico che dovrà dare una valutazione sulle condizioni fisiche della vittima.
Albicini si trova tuttora in carcere. I suoi difensori attendono ancora di conoscere l’esito del ricorso in Cassazione contro la conferma della misura cautelare decisa dal Tribunale di Riesame di Bologna. Nel caso che la Cassazione desse ragione ad Albicini, l’uomo potrebbe tornare libero. Il processo abbreviato darà in ogni caso ad Albicini due vantaggi: il fatto che l’udienza si svolgerà a porte chiuse, evitando quindi alla stampa di partecipare, e soprattutto in caso di condanna permetterà di avere subito lo sconto di un terzo della pena.
Le prove contro Albicini sono solide: la principale è nel Dna raccolto dai carabinieri su posate e bicchieri utilizzati dal tecnico durante i pasti. Dalle analisi di laboratorio risulta che le tracce sono compatibili con quelle lasciate sul bastone usato la sera dell’agguato (lo sconosciuto aveva sia la pistola di plastica che il bastone). La seconda prova riguarda il passaggio dell’auto di Albicini accanto a un autovelox, quello di Traversetolo sul Secchia, che indica un’ora compatibile col trasferimento dalla sua casa all’abitazione di Vignola del medico, quando Albicini aveva sostenuto di essere rimasto a casa durante la sera in cui Tondi venne aggredito. Infine, ci sono intercettazioni raccolte dai carabinieri.
Intanto il dottor Tondi sta per riprendere la sua attività professionale di direttore della Cardiologia di Baggiovara, ovviamente con sole funzioni dirigenziali dato che la vista non gli permette ancora una piena attività medica.
La richiesta della difesa (avvocati Vittorio Rossi e Silvia Silvestri) è però condizionata a una perizia medica da svolgere sulle condizioni fisiche del dottor Tondi alla luce delle cure e dei miglioramenti successivi al suo ricovero al Policlinico e anche in base alle cartelle mediche.
Lo scopo dei difensori di Albicini è evidente: mettere un punto fermo sui danni provocati dalla soda caustica spruzzata con una pistola di plastica.
La richiesta della perizia verrà formalizzata durante la prima udienza e il giudice Eleonora De Marco deciderà se accoglierla nominando anche un perito medico che dovrà dare una valutazione sulle condizioni fisiche della vittima.
Albicini si trova tuttora in carcere. I suoi difensori attendono ancora di conoscere l’esito del ricorso in Cassazione contro la conferma della misura cautelare decisa dal Tribunale di Riesame di Bologna. Nel caso che la Cassazione desse ragione ad Albicini, l’uomo potrebbe tornare libero. Il processo abbreviato darà in ogni caso ad Albicini due vantaggi: il fatto che l’udienza si svolgerà a porte chiuse, evitando quindi alla stampa di partecipare, e soprattutto in caso di condanna permetterà di avere subito lo sconto di un terzo della pena.
Le prove contro Albicini sono solide: la principale è nel Dna raccolto dai carabinieri su posate e bicchieri utilizzati dal tecnico durante i pasti. Dalle analisi di laboratorio risulta che le tracce sono compatibili con quelle lasciate sul bastone usato la sera dell’agguato (lo sconosciuto aveva sia la pistola di plastica che il bastone). La seconda prova riguarda il passaggio dell’auto di Albicini accanto a un autovelox, quello di Traversetolo sul Secchia, che indica un’ora compatibile col trasferimento dalla sua casa all’abitazione di Vignola del medico, quando Albicini aveva sostenuto di essere rimasto a casa durante la sera in cui Tondi venne aggredito. Infine, ci sono intercettazioni raccolte dai carabinieri.
Intanto il dottor Tondi sta per riprendere la sua attività professionale di direttore della Cardiologia di Baggiovara, ovviamente con sole funzioni dirigenziali dato che la vista non gli permette ancora una piena attività medica.
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