Con i dazi di Trump a rischio 104 milioni di prodotti alimentari
Coldiretti rilancia l’allarme per le esportazioni modenesi «L’aceto balsamico copre il 57% poi Parmigiano e vini»
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Le restrizioni all'importazione negli Usa di prodotti provenienti dall'Europa volute dal nuovo presidente americano Donald Trump mettono a rischio oltre 414 milioni di euro di esportazioni agroalimentari dall'Emilia Romagna.
È risaputo che gli Stati Uniti rappresentano un mercato determinante anche per il Made in Italy nell’ambito del settore agroalimentare.
E una grande parte di queste esportazioni coinvolge inevitabilmente la provincia di Modena: sono infatti a rischio 104 milioni di euro di export agroalimentare modenese con l’aceto balsamico, che da solo assorbe il 57,4 per cento della quota per un valore di quasi 60 milioni di euro, a pagarne il prezzo più alto.
L’allarme è stato rilanciato da Coldiretti Modena sulla base dei dati della Camera di Commercio nel ricordare che con l’8,6% i prodotti agroalimentari si posizionano al quarto posto nella classifica delle esportazioni modenesi verso gli Stati Uniti, meta storicamente privilegiata delle merci locali, che vede in testa i mezzi di trasporto (44 per cento), la ceramica (22 per cento) e gli apparecchi meccanici (17 per cento).
«I prodotti di qualità – commenta Coldiretti Modena – sono un forte richiamo per gli americani, con ampio spazio conquistato sui mercati statunitensi da vino e formaggio. Il Parmigiano Reggiano da solo occupa quasi un quarto delle esportazioni regionali verso gli Stati Uniti, raggiungendo quasi 100 milioni di euro e arrivando a insidiare il primo posto della Francia. Si tratta di risultati ottenuti grazie ai primati qualitativi e alla sicurezza alimentare raggiunti dalla nostra agricoltura che vanno difesi rispetto ai rischi legati a una possibile stretta sulle importazioni, senza accettare compromessi al ribasso che mettono a rischio la qualità e la sicurezza alimentare, come la pretesa degli Stati Uniti di avere il via libera per le esportazioni di prodotti Ogm e di carne agli ormoni che la stragrande maggioranza degli italiani ha dichiarato di non volere».
«Il rischio di chiusura delle frontiere o l’imposizione di pesanti dazi – rileva ancora Coldiretti – pone comunque l’esigenza di affrontare l’evidente problema di proliferazione sul mercato statunitense del fenomeno dell’italian sounding. Un fenomeno che vale già 20 miliardi di euro e che colpisce molti prodotti proprio dell’Emilia Romagna, in particolare il Parmigiano Reggiano, il prosciutto di Parma e il Lambrusco, di cui si trovano numerosi cloni tarocchi sul mercato americano».
È risaputo che gli Stati Uniti rappresentano un mercato determinante anche per il Made in Italy nell’ambito del settore agroalimentare.
E una grande parte di queste esportazioni coinvolge inevitabilmente la provincia di Modena: sono infatti a rischio 104 milioni di euro di export agroalimentare modenese con l’aceto balsamico, che da solo assorbe il 57,4 per cento della quota per un valore di quasi 60 milioni di euro, a pagarne il prezzo più alto.
L’allarme è stato rilanciato da Coldiretti Modena sulla base dei dati della Camera di Commercio nel ricordare che con l’8,6% i prodotti agroalimentari si posizionano al quarto posto nella classifica delle esportazioni modenesi verso gli Stati Uniti, meta storicamente privilegiata delle merci locali, che vede in testa i mezzi di trasporto (44 per cento), la ceramica (22 per cento) e gli apparecchi meccanici (17 per cento).
«I prodotti di qualità – commenta Coldiretti Modena – sono un forte richiamo per gli americani, con ampio spazio conquistato sui mercati statunitensi da vino e formaggio. Il Parmigiano Reggiano da solo occupa quasi un quarto delle esportazioni regionali verso gli Stati Uniti, raggiungendo quasi 100 milioni di euro e arrivando a insidiare il primo posto della Francia. Si tratta di risultati ottenuti grazie ai primati qualitativi e alla sicurezza alimentare raggiunti dalla nostra agricoltura che vanno difesi rispetto ai rischi legati a una possibile stretta sulle importazioni, senza accettare compromessi al ribasso che mettono a rischio la qualità e la sicurezza alimentare, come la pretesa degli Stati Uniti di avere il via libera per le esportazioni di prodotti Ogm e di carne agli ormoni che la stragrande maggioranza degli italiani ha dichiarato di non volere».
«Il rischio di chiusura delle frontiere o l’imposizione di pesanti dazi – rileva ancora Coldiretti – pone comunque l’esigenza di affrontare l’evidente problema di proliferazione sul mercato statunitense del fenomeno dell’italian sounding. Un fenomeno che vale già 20 miliardi di euro e che colpisce molti prodotti proprio dell’Emilia Romagna, in particolare il Parmigiano Reggiano, il prosciutto di Parma e il Lambrusco, di cui si trovano numerosi cloni tarocchi sul mercato americano».
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