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«Gli spiegherò che gran cuore ha la Bassa» 

«Gli spiegherò che gran cuore ha la Bassa» 

Mirandola. Il sindaco Benatti: «E non gli nasconderò che quasi tutte le chiese sono ancora distrutte»

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MIRANDOLA. Per lui sarà un altro giorno speciale. Per lui e per tutta la gente della Bassa, in ginocchio cinque anni fa, ma capace in questi cinque anni - tra coraggio e anche rabbia - di essere un esempio per l’intero Paese. La ricostruzione non è ancora finita. Anzi. Di strada ce n’è ancora tanta da fare ma procede. E di quella strada ancora da fare e che riguarda anche la ricostruzione delle chiese, simbolo, vero collante delle comunità, parlerà al pontefice, il sindaco Maino Benatti. «A Papa Francesco racconterò cosa hanno fatto i mirandolesi in questi cinque difficilissimi anni; spiegherò l’impegno e l’incredibile volontà dei cittadini, delle imprese, del volontariato, dell’amministrazione comunale e di quella regionale, che insieme stanno compiendo un’impresa direi epica; illustrerò quello che ha funzionato della ricostruzione - svela alla vigilia della visita, il sindaco della cittadina dei Pico che nel giugno 2102 ricevtte già Papa Benedetto XVI - Ad esempio, gli dirò che che l’85% delle abitazioni private ha già ottenuto i contributi e che le fabbriche non hanno perso un solo posto di lavoro per il terremoto; nel suo passaggio a Mirandola il Pontefice potrà vedere i tanti edifici ricostruiti e i quasi 200 cantieri presenti in centro storico; ma a Papa Francesco dirò anche quello che resta da fare, a partire proprio dalle chiese, che sono il punto dolente di quell’incredibile pagina di storia che stiamo scrivendo da quel fatidico maggio 2012. Sapevamo che la strada sarebbe stata lunga e impervia, ma abbiamo preso la bicicletta e pedalato, tutti insieme e nella stessa direzione. Ci eravamo dati delle priorità e le abbiamo rispettate: prima le scuole e le fabbriche, poi le case, infine i monumenti. Nella primavera del 2013 abbiamo avuto il quadro normativo per procedere con la ricostruzione. Da quattro anni stiamo lavorando sodo a questo obiettivo, ma adesso è il momento di “spingere” sul recupero delle chiese e degli altri edifici storici. Per quanto ci riguarda stiamo cercando di accelerare i progetti di competenza comunale, come il Teatro, il Castello, il Palazzo municipale e la Chiesa del Gesù. Ci auguriamo che anche per le chiese ci sia la stessa volontà di “pedalare” più velocemente».
Gianluca Pedrazzi

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