I profughi in montagna vanno a scuola di italiano
di Daniele Montanari
Due insegnanti volontarie per insegnare agli ospiti tra Roccamalatina e Guiglia Serra prepara l’accoglienza di altri dieci, a Fiumalbo tornano i 5 appena andati
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Corsi di italiano fatti da volontari per aiutare i profughi a inserirsi ancora meglio nello specifico territoriale. È quanto attiverà a giorni il Comune di Guiglia per i sei richiedenti asilo (5 del Mali e uno del Gambia) arrivati venti giorni fa in un appartamento a Roccamalatina. Normalmente gli ospiti seguono corsi di lingua gestiti dall’ente di accoglienza, la coop Caleidos in questo caso, che però per ovvie esigenze logistiche richiedono spostamenti presso sedi dove vengono predisposte lezioni generalizzate per un gruppo ampio di persone, provenienti anche da diversi centri. Qui no, si è deciso di fare un esperimento in loco grazie alla disponibilità di una maestra elementare di Roccamalatina e di una in pensione, che riprenderà in mano libri e gesso per loro, in un'iniziativa totalmente di volontariato che la stessa Caleidos ha accolto con favore.
«Stiamo mettendo a punto un mini corso che partirà a breve – spiega il sindaco Monica Amici – e sono riconoscente alle due maestre che si sono messe a disposizione per questo progetto che vuole creare una forma di accoglienza ancora più diretta».
In un territorio che si appresta a nuovi arrivi: altri quattro profughi che troveranno alloggio in un appartamento in centro. Però il Comune si aspetta che non si instauri un rapporto di solo “dare”: «Noi le accogliamo, ma vorremmo riscontrare presto in queste persone anche una disponibilità a fare qualcosa per la comunità – sottolinea il sindaco – tipo lavoretti di manutenzione e pulizia. Devo dire che per adesso non ho visto un grande entusiasmo da parte loro, ma sono qui da poco».
Sul fronte accoglienza, novità anche a Serra, dove ai 9 nordafricani ospiti da tempo in una palazzina in piazza Tasso se ne aggiungeranno 10-11, in due appartamenti messi a disposizione da un privato ai margini del capoluogo, dopo la caserma dei carabinieri. Il Comune sta facendo accertamenti tecnici per essere certo dell’idoneità dell’alloggio, in un’abitazione un po’ datata: «Vogliamo assicurarci che ci siano le necessarie condizioni di salubrità degli ambienti, di fronte a una presenza numerica significativa e a casi problematici già riscontrati sul territorio», nota il vicesindaco Simone Gianaroli.
«Per il resto, nessun problema a fare la nostra parte nel progetto di accoglienza, che ci ha visto finora rimanere solo a metà della quota assegnata. Ci piacerebbe però vedere una maggiore collaborazione da parte degli ospiti per lavoretti vari».
Cambiamenti in vista anche a Fiumalbo, dove torneranno i cinque profughi che a gennaio hanno lasciato l’appartamento di Dogana per problemi di riscaldamento.
«Stiamo mettendo a punto un mini corso che partirà a breve – spiega il sindaco Monica Amici – e sono riconoscente alle due maestre che si sono messe a disposizione per questo progetto che vuole creare una forma di accoglienza ancora più diretta».
In un territorio che si appresta a nuovi arrivi: altri quattro profughi che troveranno alloggio in un appartamento in centro. Però il Comune si aspetta che non si instauri un rapporto di solo “dare”: «Noi le accogliamo, ma vorremmo riscontrare presto in queste persone anche una disponibilità a fare qualcosa per la comunità – sottolinea il sindaco – tipo lavoretti di manutenzione e pulizia. Devo dire che per adesso non ho visto un grande entusiasmo da parte loro, ma sono qui da poco».
Sul fronte accoglienza, novità anche a Serra, dove ai 9 nordafricani ospiti da tempo in una palazzina in piazza Tasso se ne aggiungeranno 10-11, in due appartamenti messi a disposizione da un privato ai margini del capoluogo, dopo la caserma dei carabinieri. Il Comune sta facendo accertamenti tecnici per essere certo dell’idoneità dell’alloggio, in un’abitazione un po’ datata: «Vogliamo assicurarci che ci siano le necessarie condizioni di salubrità degli ambienti, di fronte a una presenza numerica significativa e a casi problematici già riscontrati sul territorio», nota il vicesindaco Simone Gianaroli.
«Per il resto, nessun problema a fare la nostra parte nel progetto di accoglienza, che ci ha visto finora rimanere solo a metà della quota assegnata. Ci piacerebbe però vedere una maggiore collaborazione da parte degli ospiti per lavoretti vari».
Cambiamenti in vista anche a Fiumalbo, dove torneranno i cinque profughi che a gennaio hanno lasciato l’appartamento di Dogana per problemi di riscaldamento.
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