Il fortino della fede con la chiesa-tenda di San Giovanni
Messe “provvisorie” nel parco dei coniugi Belli. Arriva la Rai e a loro sarà dedicato un collegamento prima della diretta tv
3 MINUTI DI LETTURA
CONCORDIA. San Giovanni di Concordia, terra di frontiera di una ricostruzione ecclesiastica di là da venire. Dove sono i cittadini, con ogni buona volontà e anche con il portafogli, a tenere issata la bandiera della cristianità che domani celebra il suo pastore. Perché a San Giovanni la chiesa parrocchiale è implosa cinque anni fa. E nessuno, ad oggi, sembra avere intenzioni serie di restituire lo storico edificio alla comunità. E perché, a garantire un punto di ritrovo della comunità dei fedeli, una occasione di preghiera, è provvisoriamente - si fa per dire - da cinque anni una famiglia di concordiesi la cui generosità è stata ampiamente certificata, dal 20 maggio 2012 in poi: Renzo Belli e sua moglie Carla Cestari. Nel bel mezzo delle due scosse che hanno ferito la Bassa, il destino ha strappato loro il figlio Marco, vittima di un incidente il 24 maggio. Ma i Belli, forti della fede e della ragione, non ci hanno pensato un attimo a mettere a disposizione il loro parco. Prima per un campo di assistenza improvvisato. Poi per la comunità dei credenti: «Una piccola chiesa - spiega il dottor Belli - allestita in quei giorni per ospitare le esequie di nostro figlio, grazie all’aiuto dei volontari della Protezione civile del Garda. Ce l’hanno montata e, con l’emergenza del terremoto, e ce l’hanno regalata. Mia moglie Carla l’ha curata, e da allora è aperta per ogni preghiera. Da allora ogni domenica l’ex sacerdote militare don Tonino, che è in pensione e vive tra Carpi e Concordia, celebra qui la messa».
Per non far sentire a disagio la gente che vuol pregare in questo parco intriso di ricordi e di valori, ribattezzato Parco Paradiso, i Belli hanno aperto un ingresso dedicato alla tensostruttura.
«La domenica vengono almeno cinquanta persone, per noi è un momento speciale ogni volta», prosegue Renzo. La cui storia non è sfuggita alla grande rete del Cattolicesimo: nei giorni scorsi i Belli sono stati intervistati e filmati dalla Rai, e saranno tra i protagonisti della trasmissione “A sua immagine”, che va in onda domattina prima del collegamento da Carpi per la messa di Papa Francesco.
«Ci hanno fatto tante domande», rivela Renzo, mentre sistema gli arredi della chiesa tenda di San Giovanni, che il coraggio della moglie Carla ha consentito di completare, recuperando dalla chiesa parrocchiale la via Crucis e i banconi.
«Mia moglie è un po’ il campanaro di San Giovanni...», ironizza con la sua proverbiale giovialità il farmacista. In attesa che finalmente partano i lavori della nuova casa della comunità. Un edificio a due piani realizzato in un terreno adiacente, destinato ad ospitare al pianterreno una sala che fungerà da chiesa. E intitolato a Marco. «Costerà 600mila euro, parte li mette la Regione, parte la parrocchia e parte, circa 80mila euro li abbiamo raccolti in questi anni con un fondo di solidarietà in memoria di nostro figlio», conclude Renzo. (ase)
Per non far sentire a disagio la gente che vuol pregare in questo parco intriso di ricordi e di valori, ribattezzato Parco Paradiso, i Belli hanno aperto un ingresso dedicato alla tensostruttura.
«La domenica vengono almeno cinquanta persone, per noi è un momento speciale ogni volta», prosegue Renzo. La cui storia non è sfuggita alla grande rete del Cattolicesimo: nei giorni scorsi i Belli sono stati intervistati e filmati dalla Rai, e saranno tra i protagonisti della trasmissione “A sua immagine”, che va in onda domattina prima del collegamento da Carpi per la messa di Papa Francesco.
«Ci hanno fatto tante domande», rivela Renzo, mentre sistema gli arredi della chiesa tenda di San Giovanni, che il coraggio della moglie Carla ha consentito di completare, recuperando dalla chiesa parrocchiale la via Crucis e i banconi.
«Mia moglie è un po’ il campanaro di San Giovanni...», ironizza con la sua proverbiale giovialità il farmacista. In attesa che finalmente partano i lavori della nuova casa della comunità. Un edificio a due piani realizzato in un terreno adiacente, destinato ad ospitare al pianterreno una sala che fungerà da chiesa. E intitolato a Marco. «Costerà 600mila euro, parte li mette la Regione, parte la parrocchia e parte, circa 80mila euro li abbiamo raccolti in questi anni con un fondo di solidarietà in memoria di nostro figlio», conclude Renzo. (ase)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
