L’attenzione agli ultimi come la sua per gli ebrei Il nonno sarebbe felice
di Serena Arbizzi
Odoardo, stesso nome, un rapporto con la fede tutto diverso “Col Papa ne parlerei volentieri, perché io ancora mi chiedo”
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Ha un sapore particolare la visita di Papa Francesco per chi è parente di un Beato, di una persona straordinaria che ha salvato tante vite. Odoardo Semellini è il nipote di Odoardo Focherini. Il fratello di Semellini, Luca, era presente alla visita di Giovanni Paolo II a Carpi nel 1988. Odoardo no ma da anni è alla ricerca del proprio personale concetto di religione che assume la sfumatura di riflessioni originali. Odoardo è nato il 25 aprile, festa della Liberazione, data di cui va orgogliosissimo, è operatore culturale per il Comune di Carpi. Nel tempo libero scrive libri sulla musica: libri non qualunque, come ad esempio “Questo ascensore è vietato agli ebrei”, con i ricordi e le testimonianze della madre di Semellini, Olga, su nonno Odoardo, edizioni Dehoniane di Bologna.
«Premetto che non sono credente - racconta Odo -, non sono ateo e non dico che ho smesso di chiedermi se Dio esista o meno. Tuttavia, sono interessato alla spiritualità e, come dice padre Enzo Bianchi “c’è una spiritualità degli agnostici e dei non credenti, di coloro che sono in cerca della verità perché non sono soddisfatti di risposte prefabbricate, di verità definite una volta per tutte”. Mi è capitato di spiegare questo concetto parlando di mio nonno. A me Papa Francesco piace molto perché sta cercando di dare una svolta a una chiesa che rischiava di rimanere indietro rispetto ai tempi mentre invece è importante che la fede sia calata nella realtà. Mi piace l’attenzione alla carità, agli ultimi, al mondo del lavoro, anche alle ingiustizie sociali. È un aspetto della Chiesa che era andato sfumando. Sono contento che Francesco venga a Carpi, è un riconoscimento di un lavoro nel dopo terremoto a una terra che, come altre, ha sofferto. Io mi auguro che sia una bella giornata non solo per Carpi. Io non ci sarò, perché la ressa mi dà da fare. Focherini sarebbe stato contentissimo di questa visita. Io ho conosciuto mia nonna, questo Papa le sarebbe piaciuto. E la visita sarà memorabile sia che venga nominato o meno Focherini. Perché quella di mio nonno è una figura che dev’essere vissuta e che ti può mettere anche un po’ in crisi. L’anno scorso sono stato in una scuola media di Roma: un ragazzo mi ha chiesto se io rifarei la stessa cosa di mio nonno. Io onestamente non lo so dire. Le scelte si fanno nel momento in cui ti si presentano davanti. Focherini ha fatto scelta ponderata, pensata. La sua formazione l’ha portato a fare quella scelta. Un Salvini una scelta così non la farebbe mai...».
Cosa chiederebbe Odoardo Semellini a Papa Francesco? «Chiederei tante cose: mi piacerebbe una chiacchierata sulla fede, sarei curioso. Non avrei una domanda precisa».
«Premetto che non sono credente - racconta Odo -, non sono ateo e non dico che ho smesso di chiedermi se Dio esista o meno. Tuttavia, sono interessato alla spiritualità e, come dice padre Enzo Bianchi “c’è una spiritualità degli agnostici e dei non credenti, di coloro che sono in cerca della verità perché non sono soddisfatti di risposte prefabbricate, di verità definite una volta per tutte”. Mi è capitato di spiegare questo concetto parlando di mio nonno. A me Papa Francesco piace molto perché sta cercando di dare una svolta a una chiesa che rischiava di rimanere indietro rispetto ai tempi mentre invece è importante che la fede sia calata nella realtà. Mi piace l’attenzione alla carità, agli ultimi, al mondo del lavoro, anche alle ingiustizie sociali. È un aspetto della Chiesa che era andato sfumando. Sono contento che Francesco venga a Carpi, è un riconoscimento di un lavoro nel dopo terremoto a una terra che, come altre, ha sofferto. Io mi auguro che sia una bella giornata non solo per Carpi. Io non ci sarò, perché la ressa mi dà da fare. Focherini sarebbe stato contentissimo di questa visita. Io ho conosciuto mia nonna, questo Papa le sarebbe piaciuto. E la visita sarà memorabile sia che venga nominato o meno Focherini. Perché quella di mio nonno è una figura che dev’essere vissuta e che ti può mettere anche un po’ in crisi. L’anno scorso sono stato in una scuola media di Roma: un ragazzo mi ha chiesto se io rifarei la stessa cosa di mio nonno. Io onestamente non lo so dire. Le scelte si fanno nel momento in cui ti si presentano davanti. Focherini ha fatto scelta ponderata, pensata. La sua formazione l’ha portato a fare quella scelta. Un Salvini una scelta così non la farebbe mai...».
Cosa chiederebbe Odoardo Semellini a Papa Francesco? «Chiederei tante cose: mi piacerebbe una chiacchierata sulla fede, sarei curioso. Non avrei una domanda precisa».
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