consiglio comunale infuocato
Pd senza pace: liti e tensioni mentre si vota il bilancio
di Gabriele Bassanetti
Non era partita bene la settimana del sindaco Pistoni, con i cittadini del parco arrabbiati per via Legnago e non si è chiusa meglio, nonostante il bilancio preventivo del Comune di Sassuolo sia...
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Non era partita bene la settimana del sindaco Pistoni, con i cittadini del parco arrabbiati per via Legnago e non si è chiusa meglio, nonostante il bilancio preventivo del Comune di Sassuolo sia stato approvato con tutti i voti della maggioranza e l’ovvio no delle opposizioni.
Lo svolgimento della seduta ha detto altro e non è improprio parlare, come ha fatto l’ex sindaco Caselli, di crisi aperta nella maggioranza. Una seduta tutto sommato normale cambia improvvisamente quando prende la parola Antonio Zanoli (Pd) ed esprime fin dalle prime frasi giudizi non lusinghieri sul bilancio: «Ho sostenuto l’amministrazione in modo leale fino ad oggi – dice – anche perchè venivamo da una situazione di autentica crisi per la città. Mi aspettavo però di aver superato quella fase e di poter cominciare a vedere l’applicazione di quelle linee e di quella visione che hanno costituito il nostro programma elettorale. E invece anche questo bilancio ha una parte incatenata alle esigenze contingenti e un’altra che sposta la visione della città lontano dalle mie aspettative su tutto, dall’ambiente al sociale all’associazionismo. Mi sembra che l’emergenza ormai sia il pretesto per tirare dritto e scansare chi chiede cambi di direzione. Voterò questo bilancio per senso di responsabilità ma mi auguro una svolta per poter rinnovare anche in futuro il mio appoggio». La vicina di banco Francesca Alessandri, anche lei del Pd, non è da meno: «Con amarezza manifesto la mia delusione per un altro bilancio che non porta innovazione. Dall’emergenza bisognerebbe passare alla progettualità, se i soldi sono pochi bisogna avere più idee». Critica soprattutto la visione di rete in relazione al possibile turismo nel comprensorio, «dove il museo Ferrari attira più di 300mila visitatori ma il resto del progetto Città distretto resta mera enunciazione. Si fa poco nella promozione, nei collegamenti, nel coordinamento».
Ai pesanti distinguo di Zanoli e Alessandri aggiungiamo la fuoriuscita di Catucci e Rossi, già confluiti in Articolo 1; mettiamoci pure le voci su un Chersoni orientato a sua volta alla scissione; poi un consigliere Venturelli che, pur restando invece saldamente nel Pd, porta in aula un emendamento dedicato ai giochi per disabili nei parchi, mutuato da un ordine del giorno del Movimento 5 stelle e votato alla fine non senza critiche (e con due astenuti) dalla maggioranza, ma convintamente dalle opposizioni.
Un’ulteriore momento di imbarazzo arriva quando il sindaco sta per prendere la parola in replica ma viene stoppato dagli assessori Pigoni e Lombardi i quali, punti sul vivo nella questione turismo, rispondono ai consiglieri Pd: «Dubito che a inizio legislatura ci si aspettasse di vedere raddoppiati i visitatori al Palazzo e la reggia aperta ogni giorno per sei mesi l'anno», dice la Pigoni. «Non avevamo né materiale cartaceo, né un sito turistico e ora li abbiamo, ma siamo a disposizione per ogni proposta innovativa», aggiunge Lombardi.
Insomma, di fughe in avanti e di smarcamenti in una maggioranza Pd vittima anche e soprattutto della confusione a livello nazionale, ce ne sono abbastanza per parlare di crisi.
I soli Mesini e Prodi tengono la barra, parlano di «un bilancio fatto da buoni amministratori che riescono ad abbassare la Tari, a trattare con Hera per le cifre pagate in eccesso gli anni scorsi; che riescono a reperire fondi per opere importanti».
Nella replica Pistoni è quasi gelido, ribatte sui punti tecnici, ribadisce i due punti fermi, la nuova piazza e la nuova Casa Serena e ai consiglieri dissidenti dedica una sola frase: «Faremo un lavoro di raccolta delle sensibilità manifestate questa sera».
Una serata che lascerà il segno.
Lo svolgimento della seduta ha detto altro e non è improprio parlare, come ha fatto l’ex sindaco Caselli, di crisi aperta nella maggioranza. Una seduta tutto sommato normale cambia improvvisamente quando prende la parola Antonio Zanoli (Pd) ed esprime fin dalle prime frasi giudizi non lusinghieri sul bilancio: «Ho sostenuto l’amministrazione in modo leale fino ad oggi – dice – anche perchè venivamo da una situazione di autentica crisi per la città. Mi aspettavo però di aver superato quella fase e di poter cominciare a vedere l’applicazione di quelle linee e di quella visione che hanno costituito il nostro programma elettorale. E invece anche questo bilancio ha una parte incatenata alle esigenze contingenti e un’altra che sposta la visione della città lontano dalle mie aspettative su tutto, dall’ambiente al sociale all’associazionismo. Mi sembra che l’emergenza ormai sia il pretesto per tirare dritto e scansare chi chiede cambi di direzione. Voterò questo bilancio per senso di responsabilità ma mi auguro una svolta per poter rinnovare anche in futuro il mio appoggio». La vicina di banco Francesca Alessandri, anche lei del Pd, non è da meno: «Con amarezza manifesto la mia delusione per un altro bilancio che non porta innovazione. Dall’emergenza bisognerebbe passare alla progettualità, se i soldi sono pochi bisogna avere più idee». Critica soprattutto la visione di rete in relazione al possibile turismo nel comprensorio, «dove il museo Ferrari attira più di 300mila visitatori ma il resto del progetto Città distretto resta mera enunciazione. Si fa poco nella promozione, nei collegamenti, nel coordinamento».
Ai pesanti distinguo di Zanoli e Alessandri aggiungiamo la fuoriuscita di Catucci e Rossi, già confluiti in Articolo 1; mettiamoci pure le voci su un Chersoni orientato a sua volta alla scissione; poi un consigliere Venturelli che, pur restando invece saldamente nel Pd, porta in aula un emendamento dedicato ai giochi per disabili nei parchi, mutuato da un ordine del giorno del Movimento 5 stelle e votato alla fine non senza critiche (e con due astenuti) dalla maggioranza, ma convintamente dalle opposizioni.
Un’ulteriore momento di imbarazzo arriva quando il sindaco sta per prendere la parola in replica ma viene stoppato dagli assessori Pigoni e Lombardi i quali, punti sul vivo nella questione turismo, rispondono ai consiglieri Pd: «Dubito che a inizio legislatura ci si aspettasse di vedere raddoppiati i visitatori al Palazzo e la reggia aperta ogni giorno per sei mesi l'anno», dice la Pigoni. «Non avevamo né materiale cartaceo, né un sito turistico e ora li abbiamo, ma siamo a disposizione per ogni proposta innovativa», aggiunge Lombardi.
Insomma, di fughe in avanti e di smarcamenti in una maggioranza Pd vittima anche e soprattutto della confusione a livello nazionale, ce ne sono abbastanza per parlare di crisi.
I soli Mesini e Prodi tengono la barra, parlano di «un bilancio fatto da buoni amministratori che riescono ad abbassare la Tari, a trattare con Hera per le cifre pagate in eccesso gli anni scorsi; che riescono a reperire fondi per opere importanti».
Nella replica Pistoni è quasi gelido, ribatte sui punti tecnici, ribadisce i due punti fermi, la nuova piazza e la nuova Casa Serena e ai consiglieri dissidenti dedica una sola frase: «Faremo un lavoro di raccolta delle sensibilità manifestate questa sera».
Una serata che lascerà il segno.
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