Provincia ferma, basta manutenzioni
Lo slittamento della riforma amministrativa pesa su Modena: niente ammodernamenti nelle scuole e nuova viabilità
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Tempi duri per la Provincia e tempi anche per gli investimenti che dovrebbero riguardare il Modenese. Il rischio è quello di opere che restano a metà, scelte strategiche che non possono essere portate avanti. Ormai è un dato di fatto: l’immobilismo politico sulla riforma degli enti locali sta mandando in tilt anche istituzioni gestite in modo virtuoso. Non è un dato politico questo, destra o sinistra che sia a governare, a parlare sono i numeri di un ente che se fosse messo nelle condizioni di lavorare avrebbe una lunga lista di priorità. E visto che la Provincia ha ancora la responsabilità di scuole e viabilità, si capisce bene che i mancati investimenti sono problemi che riguardano tutti.
Il rinvio. «Il nuovo rinvio dell'approvazione del decreto enti locali da parte del Governo prolunga la crisi dell'ente Provincia causata dai prelievi di risorse da parte dello Stato; non siamo nelle condizioni di approvare un bilancio, quindi di realizzare le opere programmate con nostre fondi; riusciamo a portare termine solo quelle già iniziate e finanziate da altri enti». Lo afferma Gian Carlo Muzzarelli, presidente della Provincia di Modena, commentando il mancato esame nel consiglio dei ministri di ieri del decreto enti locali che deve contenere anche le risorse da destinare alle Province per la gestione delle competenze previste dalla legge di riordino, soprattutto viabilità ed edilizia scolastica.
Il bilancio. Il problema delle risorse è stato affrontato anche al consiglio provinciale di ieri. «Siamo costretti a procedere con impegni di spesa per dodicesimi - ha evidenziato Costi - con una evidente perdita di efficacia ed economicità dell’azione amministrativa. I problemi finanziari di tutte le Province italiane, che impediscono di predisporre il bilancio di previsione 2017, anche solo di sopravvivenza, devono trovare soluzione in uno specifico provvedimento legislativo che deve contenere sia norme tecniche derogatorie rispetto alla disciplina generale sul bilancio che norme con le quali vengono assegnate ulteriori risorse alle Province».
I numeri. Per la Provincia di Modena i prelievi dello Stato ammontano nel 2017 a quasi 38 milioni di euro su un totale di oltre 61 milioni di entrate (soprattutto Ipt e quota della Rcauto).
Nel 2017 la spesa per le funzioni fondamentali della Provincia di Modena, tra cui la manutenzione della rete di oltre mille chilometri di strade provinciali e di oltre 60 istituti scolastici superiori, ammonta a circa 33 milioni di euro.
Lo squilibrio di bilancio è pari, quindi, a quasi dieci milioni di euro. Complessivamente alle Province italiane mancano almeno 650 milioni euro su base nazionale per poter “chiudere” i bilanci.
Cosa manca. Tra i lavori sulla viabilità programmati e finanziati che la Provincia non è in grado di far partire fino a quando non sarà approvato il bilancio figurano l'ampliamento della provinciale 413 tra Modena a Carpi nel tratto del ponte sul Secchia, l'ampliamento della sp 623 tra il casello di Modena sud e Spilamberto e all'adeguamento della sp 468 tra Carpi e Correggio.
Tra i lavori programmati che la Provincia non è tuttora in grado di finanziare (per i quali l'obiettivo è ottenere risorse da altri enti) figurano il raddoppio del ponte dell'Uccellino a Modena e il ripristino della provinciale 413 tra Carpi e Novi. Per le manutenzioni di oltre mille chilometri di strade provinciali, inoltre, per il 2017 non sono per ora disponibili risorse vista la mancanza del bilancio.
Nelle prossime settimane partiranno interventi di asfaltatura in diversi tratti finanziati con il bilancio 2016 (approvato in settembre).
Le scuole. Sulla scuola tra i lavori finanziati che attendono il via al bilancio figurano quelli al Corni in largo Aldo Moro a Modena, dove la Provincia ha in programma di ristrutturare una palazzina da adibire a laboratorio di meccatronica, l'ampliamento del polo Da Vinci-Fanti a Carpi e dello Spallanzani a Castelfranco Emilia; poi ci sono gli interventi che la Provincia non riesce a finanziare e sui quali punta a ottenere le risorse da altri enti, come quelli per far fronte all'aumento degli iscritti tra cui figurano l'ampliamento dell'istituto Levi di Vignola e del polo Corni-Selmi a Modena.
Poi ci sono altri interventi che la Provincia intende finanziare non appena riuscirà ad approvare il bilancio come la nuova centrale termica al polo Calvi-Morandi di Finale Emilia, oltre al nuovo laboratorio di chimica al Selmi di Modena.
La Provincia deve garantire le manutenzioni straordinarie relative a 58 edifici scolastici e 24 palestre per una superficie complessiva di oltre 270 mila metri quadrati. Quelle ordinarie sono gestite dalle singole scuole con le risorse messe a disposizione dalla Provincia ogni anno (circa un milione 100 mila euro) che per 2017 sono bloccate in attesa dell'approvazione del bilancio.
Davide Berti
Il rinvio. «Il nuovo rinvio dell'approvazione del decreto enti locali da parte del Governo prolunga la crisi dell'ente Provincia causata dai prelievi di risorse da parte dello Stato; non siamo nelle condizioni di approvare un bilancio, quindi di realizzare le opere programmate con nostre fondi; riusciamo a portare termine solo quelle già iniziate e finanziate da altri enti». Lo afferma Gian Carlo Muzzarelli, presidente della Provincia di Modena, commentando il mancato esame nel consiglio dei ministri di ieri del decreto enti locali che deve contenere anche le risorse da destinare alle Province per la gestione delle competenze previste dalla legge di riordino, soprattutto viabilità ed edilizia scolastica.
Il bilancio. Il problema delle risorse è stato affrontato anche al consiglio provinciale di ieri. «Siamo costretti a procedere con impegni di spesa per dodicesimi - ha evidenziato Costi - con una evidente perdita di efficacia ed economicità dell’azione amministrativa. I problemi finanziari di tutte le Province italiane, che impediscono di predisporre il bilancio di previsione 2017, anche solo di sopravvivenza, devono trovare soluzione in uno specifico provvedimento legislativo che deve contenere sia norme tecniche derogatorie rispetto alla disciplina generale sul bilancio che norme con le quali vengono assegnate ulteriori risorse alle Province».
I numeri. Per la Provincia di Modena i prelievi dello Stato ammontano nel 2017 a quasi 38 milioni di euro su un totale di oltre 61 milioni di entrate (soprattutto Ipt e quota della Rcauto).
Nel 2017 la spesa per le funzioni fondamentali della Provincia di Modena, tra cui la manutenzione della rete di oltre mille chilometri di strade provinciali e di oltre 60 istituti scolastici superiori, ammonta a circa 33 milioni di euro.
Lo squilibrio di bilancio è pari, quindi, a quasi dieci milioni di euro. Complessivamente alle Province italiane mancano almeno 650 milioni euro su base nazionale per poter “chiudere” i bilanci.
Cosa manca. Tra i lavori sulla viabilità programmati e finanziati che la Provincia non è in grado di far partire fino a quando non sarà approvato il bilancio figurano l'ampliamento della provinciale 413 tra Modena a Carpi nel tratto del ponte sul Secchia, l'ampliamento della sp 623 tra il casello di Modena sud e Spilamberto e all'adeguamento della sp 468 tra Carpi e Correggio.
Tra i lavori programmati che la Provincia non è tuttora in grado di finanziare (per i quali l'obiettivo è ottenere risorse da altri enti) figurano il raddoppio del ponte dell'Uccellino a Modena e il ripristino della provinciale 413 tra Carpi e Novi. Per le manutenzioni di oltre mille chilometri di strade provinciali, inoltre, per il 2017 non sono per ora disponibili risorse vista la mancanza del bilancio.
Nelle prossime settimane partiranno interventi di asfaltatura in diversi tratti finanziati con il bilancio 2016 (approvato in settembre).
Le scuole. Sulla scuola tra i lavori finanziati che attendono il via al bilancio figurano quelli al Corni in largo Aldo Moro a Modena, dove la Provincia ha in programma di ristrutturare una palazzina da adibire a laboratorio di meccatronica, l'ampliamento del polo Da Vinci-Fanti a Carpi e dello Spallanzani a Castelfranco Emilia; poi ci sono gli interventi che la Provincia non riesce a finanziare e sui quali punta a ottenere le risorse da altri enti, come quelli per far fronte all'aumento degli iscritti tra cui figurano l'ampliamento dell'istituto Levi di Vignola e del polo Corni-Selmi a Modena.
Poi ci sono altri interventi che la Provincia intende finanziare non appena riuscirà ad approvare il bilancio come la nuova centrale termica al polo Calvi-Morandi di Finale Emilia, oltre al nuovo laboratorio di chimica al Selmi di Modena.
La Provincia deve garantire le manutenzioni straordinarie relative a 58 edifici scolastici e 24 palestre per una superficie complessiva di oltre 270 mila metri quadrati. Quelle ordinarie sono gestite dalle singole scuole con le risorse messe a disposizione dalla Provincia ogni anno (circa un milione 100 mila euro) che per 2017 sono bloccate in attesa dell'approvazione del bilancio.
Davide Berti
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