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Serra, definitivo il nuovo piano regolatore 

Serra, definitivo il nuovo piano regolatore 

Discusse 107 osservazioni. «Uno stop alla abnorme previsione insediativa delle ultime 20 varianti» 

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SERRAMAZZONI. Via libera definitivo a Serra alla variante al piano regolatore.
Il documento, finora transitorio, dopo il voto di giovedì in Consiglio (davanti a fitto pubblico di tecnici interessati) diviene definitivo, introducendo importanti novità nel settore caldo dell'urbanistica.
Le 107 osservazioni presentate da cittadini e associazioni sono state tutte esaminate e in parte accolte e in parte no (come quelle della Provincia, comunque lievi), limando dove necessario per dare uno strumento a cui sono appese molte speranze di normalizzazione dell'edilizia. Approvazione alla fine all'unanimità (usciti dall'aula l'assessore Convenuti e la consigliera 5 Stelle Marzani per la presentazione di osservazioni da parte di congiunti), ma la discussione è stata lo stesso vivace. I tre obiettivi chiave sono stati riassunti in apertura dallo stesso assessore all'urbanistica Andrea Convenuti: «Ripristinare un assetto di piena legittimità con il quadro legislativo vigente, semplificare e rendere più trasparente lo strumento che governa l’assetto del territorio, eliminare previsioni urbanistiche non sostenibili e modificare previsioni il cui impatto era negativo e la cui fattibilità problematica».
Ampio lo spettro dei contenuti perfezionati, che ora prevedono, tra le altre cose: agevolazioni per la giovane imprenditoria agricola (sotto i 40 anni), incentivi per le aziende vitivinicole e di allevamento speciale, l’applicazione chiara di parametri edilizi speciali per il recupero dei locali dei centri storici, bonus volumetrici per la riqualificazione anche nelle zone agricole e nelle aree artigianali per cui c'è anche una semplificazione normativa.
«Il Prg vigente, con 20 varianti in dieci anni aveva prodotto una abnorme previsione insediativa – ha ricordato Convenuti - e per la prima volta viene modificato sostanzialmente: il territorio urbanizzabile è stato ridotto di oltre 150mila metri quadrati e le superfici edificabili di 40mila».
Dall’opposizione, Fabio Merciadri ha sottolineato: «Ci sono voluti quattro anni per questa variante, troppi di fronte al bisogno del territorio. Il mio giudizio è negativo per l’iter burocratico ma positivo per il documento in sé, perché i cittadini ne hanno bisogno». Per la maggioranza, la capogruppo Paola Forni ha rimarcato lì innovazione: «È uno strumento che osa e che dà risposte concrete per uscire da una paralisi strutturale della comunità e del tessuto sociale ed economico. Incentiviamo le aziende e promuoviamo le realtà commerciali dei centri storici, sintetizzando in pieno gli obiettivi di risanamento e sviluppo che ci siamo dati. Così voltiamo pagina, e lasciamo in eredità alle amministrazioni che verranno un campo fertile per crescere». (dm)

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