Carpi si riempie di fedeli col popolo di Papa Francesco
di Serena Arbizzi
Ne sono attesi 80mila. Dall’alba in fila per vederlo e avere un posto alla messa Arriva alle 9,45. Una profuga porterà l’offertorio. Visita alla Sagra e in Re Astolfo
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CARPI. La vita vince sempre. Viene a dire questo, oggi, Papa Francesco, a Carpi, riprendendo la frase che il vescovo, Francesco Cavina, ha scelto per la grande festa che ha accompagnato la riapertura della Cattedrale dell’Assunta. E quella di oggi, oltre ad essere una data che rimarrà scolpita nella memoria dei carpigiani e della Bassa, sarà una festa immensa, emozionante, ricca di significato per tutti, credenti e non, in nome dello stile semplice e allo stesso tempo potentissimo incarnato dal Pontefice.
Sarà una festa per gli scout che hanno dormito nelle parrocchie per mettersi in fila dalle 4 di stamattina. Sarà una festa per la ragazzina arrivata a bordo di una barca per sfuggire alla disperazione di una vita senza futuro nel suo paese d’origine. Questa giovane donna, una volta giunta in Italia, è stata costretta a prostituirsi, ma, grazie all’aiuto della comunità Papa Giovanni XXIII, ha ritrovato la speranza liberandosi dalla prigione del passato. E oggi porterà l’offertorio con pane, vino e acqua davanti al Santo Padre. «Quando le è stato chiesto se se la sentiva - ha evidenziato il vescovo Francesco Cavina - è scoppiata a piangere dicendo di non essere degna di tanto onore e tanto privilegio». Sarà una festa per Maria Chiara Sabattini, appartenente al gruppo scout Mirandola 1, responsabile, insieme a Marco Bigliardi, degli scout della Diocesi. Maria Chiara si occuperà della preghiera dei fedeli, nel corso di una messa dallo stile sobrio, essenziale, ma profondo. Una funzione che includerà le prime pietre dei tre nuovi edifici della Diocesi.
Sarà una festa per lo stesso vescovo Cavina, che una di queste prime pietre (quella del centro di spiritualità) se l’è portata direttamente dalla chiesa dell’Immacolata Concezione di Qaraqosh, nella piana di Ninive, cuore pulsante della cristianità irachena. «L’emozione è tanta - ha sottolineato ieri sera il vescovo - Vorrei porre l’accento sulla massiccia mobilitazione di volontari che oggi saranno protagonisti». Oggi sarà una festa per i neocatecumenali e per l’Azione Cattolica, che ricopriranno un incarico nella celebrazione.
Sarà una festa per i 60 ragazzi della scuola alberghiera Nazareno che cucineranno per il Papa. Per i discendenti del Beato Odoardo Focherini, seduti tra le prime file delle 15mila sedie disposte per i fedeli in piazza Martiri. E lo sarà anche per chi ha voluto preparare un dono per il Pontefice, a partire dalla sarta della Bassa che ha confezionato una camicia per Sua Santità, fino a mazzi di fiori, cibo, opere di artisti carpigiani, come Romano Pelloni. «Servirebbero addirittura camion per consegnare al Santo Padre tutti i doni che gli sono stati preparati» ha scherzato monsignor Cavina.
E, di certo, sarà una gioia anche per Papa Francesco atterrare, alle 9,45, al campo da rugby, accolto da uno striscione che campeggia ai bordi di quella che si trasformerà una pista per l’elicottero proveniente dal Vaticano. Il Pontefice salirà sulla “papamobile”, che, secondo qualche indiscrezione, potrebbe essere elettrica, in nome della vocazione papale per l’ecologia. Bergoglio arriverà davanti al parco della Resistenza, in via dei Cipressi, dove sono attesi 30mila fedeli (80mila quelli complessivi). Qui ci si aspetta il primo vero “bagno di folla” del Santo Padre. Il Pontefice arriverà poi a bordo della “papamobile” su corso Alberto Pio per l’approdo trionfale in piazza Martiri, dove attraverserà un corridoio che separa i fedeli dai 3600 disabili, posizionati sulla destra del palco.
Papa Francesco arriverà in largo anticipo in piazza Martiri rispetto all’inizio di messa e Angelus, che pronuncerà dalle 10.30 dal sagrato del Duomo. Lo farà per stare tra la gente, incrociare sguardi e sorrisi di fede e speranza. Dopo le funzioni religiose, dove un ampio spazio da protagonisti verrà ricoperto dagli oltre 300 tra coristi e musicisti diretti dall’ufficio liturgico della Diocesi, il Pontefice darà vita a un fuori programma: scenderà dal palco e si dirigerà verso corso Cabassi, per raggiungere piazzale Re Astolfo e la Sagra.
Successivamente, andrà a pranzo in Seminario dove lo aspetta un menù a base di tipicità tradizionali modenesi e, in seguito, l’incontro con i religiosi della Diocesi prima di proseguire per Mirandola.
L’occasione ha richiesto la mobilitazione massiccia delle forze dell’ordine e il dispiegamento di misure di sicurezza straordinarie anche in ambito sanitario con 118, Croce Rossa Italiana e Anpas in campo. Saranno allestiti complessivamente 6 Pma (Posto medico avanzato), 4 a Carpi e 2 a Mirandola, con 8 posti letto e personale esperto. È stata programmata la presenza di 20 ambulanze a Carpi e 10 a Mirandola, col supporto di 40 squadre di soccorso a piedi. Potenziato anche il Pronto Soccorso del Ramazzini e Santa Maria Bianca a Mirandola.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Sarà una festa per gli scout che hanno dormito nelle parrocchie per mettersi in fila dalle 4 di stamattina. Sarà una festa per la ragazzina arrivata a bordo di una barca per sfuggire alla disperazione di una vita senza futuro nel suo paese d’origine. Questa giovane donna, una volta giunta in Italia, è stata costretta a prostituirsi, ma, grazie all’aiuto della comunità Papa Giovanni XXIII, ha ritrovato la speranza liberandosi dalla prigione del passato. E oggi porterà l’offertorio con pane, vino e acqua davanti al Santo Padre. «Quando le è stato chiesto se se la sentiva - ha evidenziato il vescovo Francesco Cavina - è scoppiata a piangere dicendo di non essere degna di tanto onore e tanto privilegio». Sarà una festa per Maria Chiara Sabattini, appartenente al gruppo scout Mirandola 1, responsabile, insieme a Marco Bigliardi, degli scout della Diocesi. Maria Chiara si occuperà della preghiera dei fedeli, nel corso di una messa dallo stile sobrio, essenziale, ma profondo. Una funzione che includerà le prime pietre dei tre nuovi edifici della Diocesi.
Sarà una festa per lo stesso vescovo Cavina, che una di queste prime pietre (quella del centro di spiritualità) se l’è portata direttamente dalla chiesa dell’Immacolata Concezione di Qaraqosh, nella piana di Ninive, cuore pulsante della cristianità irachena. «L’emozione è tanta - ha sottolineato ieri sera il vescovo - Vorrei porre l’accento sulla massiccia mobilitazione di volontari che oggi saranno protagonisti». Oggi sarà una festa per i neocatecumenali e per l’Azione Cattolica, che ricopriranno un incarico nella celebrazione.
Sarà una festa per i 60 ragazzi della scuola alberghiera Nazareno che cucineranno per il Papa. Per i discendenti del Beato Odoardo Focherini, seduti tra le prime file delle 15mila sedie disposte per i fedeli in piazza Martiri. E lo sarà anche per chi ha voluto preparare un dono per il Pontefice, a partire dalla sarta della Bassa che ha confezionato una camicia per Sua Santità, fino a mazzi di fiori, cibo, opere di artisti carpigiani, come Romano Pelloni. «Servirebbero addirittura camion per consegnare al Santo Padre tutti i doni che gli sono stati preparati» ha scherzato monsignor Cavina.
E, di certo, sarà una gioia anche per Papa Francesco atterrare, alle 9,45, al campo da rugby, accolto da uno striscione che campeggia ai bordi di quella che si trasformerà una pista per l’elicottero proveniente dal Vaticano. Il Pontefice salirà sulla “papamobile”, che, secondo qualche indiscrezione, potrebbe essere elettrica, in nome della vocazione papale per l’ecologia. Bergoglio arriverà davanti al parco della Resistenza, in via dei Cipressi, dove sono attesi 30mila fedeli (80mila quelli complessivi). Qui ci si aspetta il primo vero “bagno di folla” del Santo Padre. Il Pontefice arriverà poi a bordo della “papamobile” su corso Alberto Pio per l’approdo trionfale in piazza Martiri, dove attraverserà un corridoio che separa i fedeli dai 3600 disabili, posizionati sulla destra del palco.
Papa Francesco arriverà in largo anticipo in piazza Martiri rispetto all’inizio di messa e Angelus, che pronuncerà dalle 10.30 dal sagrato del Duomo. Lo farà per stare tra la gente, incrociare sguardi e sorrisi di fede e speranza. Dopo le funzioni religiose, dove un ampio spazio da protagonisti verrà ricoperto dagli oltre 300 tra coristi e musicisti diretti dall’ufficio liturgico della Diocesi, il Pontefice darà vita a un fuori programma: scenderà dal palco e si dirigerà verso corso Cabassi, per raggiungere piazzale Re Astolfo e la Sagra.
Successivamente, andrà a pranzo in Seminario dove lo aspetta un menù a base di tipicità tradizionali modenesi e, in seguito, l’incontro con i religiosi della Diocesi prima di proseguire per Mirandola.
L’occasione ha richiesto la mobilitazione massiccia delle forze dell’ordine e il dispiegamento di misure di sicurezza straordinarie anche in ambito sanitario con 118, Croce Rossa Italiana e Anpas in campo. Saranno allestiti complessivamente 6 Pma (Posto medico avanzato), 4 a Carpi e 2 a Mirandola, con 8 posti letto e personale esperto. È stata programmata la presenza di 20 ambulanze a Carpi e 10 a Mirandola, col supporto di 40 squadre di soccorso a piedi. Potenziato anche il Pronto Soccorso del Ramazzini e Santa Maria Bianca a Mirandola.
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