FILIBERTO CARDì
«Mi aspettavo l’uscita dalla Ue Gli inglesi? Priorità diverse»
di Anna Maria Artioli
«Credo che il voto di Londra fosse scontato da prima delle elezioni. La motivazione? Abbastanza ovvia: la capitale è un cuore finanziario ed economico, consapevole dei vantaggi del mercato unico e...
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«Credo che il voto di Londra fosse scontato da prima delle elezioni. La motivazione? Abbastanza ovvia: la capitale è un cuore finanziario ed economico, consapevole dei vantaggi del mercato unico e della libera circolazione nell'Unione Europea - queste le prime impressioni di Filippo Cardì, che lavora in un’importante catena di fast food - Londra era una delle poche città che, grazie a multietnicità ed economia poteva trarre vantaggi dal Remain. Gli esiti del referendum sono stati diversi; io mi trovavo qui già da qualche mese, e a leggere della vittoria del Leave la cosa che più mi preoccupava era il possibile crollo della moneta e della perdita del vantaggio sul cambio con l'euro, come poi infatti è accaduto. Alcuni dei miei colleghi avevano pensato di tornare ai propri paesi di origine, salvo poi cambiare idea dopo aver notato che la situazione era analoga. Per me invece sarebbe molto difficile lasciare Londra, per motivi di lavoro, di stile di vita, e di affetti ».
«Sono partito sono partito con la curiosità di mettermi in gioco - continua - ricominciando in un paese dalla lingua differente, per cercare di impararla e di creare qualcosa qui, quando a casa le possibilità lavorative non c’erano. Per quanto mi riguarda rientrare ora in Italia sarebbe un passo indietro: che la mia avventura londinese ha ancora tanto da darmi. Che accadrà con laBrexit? Non ci saranno grosse conseguenze per chi già vive qui. La mia preoccupazione più grande è la mancanza del passaporto: sinora mi è sempre bastata la sola carta di identità per viaggiare, ma ora potrebbe diventare un problema; perciò sto avviando le procedure per farlo all’ambasciata italiana, spero in tempo utile. Purtroppo non si sono ancora ben delineate le conseguenze della Brexit per i cittadini europei».
«Devo premettere - conclude - che la vita quotidiana a Londra è molto diversa di Sassuolo, anche nel modo in cui si seguono le notizie: in Italia si è soliti ascoltare il tg, leggere i giornali, e discutere al bar di sport e politica. Qui invece le circostanze sono completamente diverse, perciò spesso e volentieri è mia madre a darmi informazioni sulla situazione inglese, così che mi ritrovo a cercare su internet notizie in merito. Questo, anche per quello che riguarda le comunicazioni da parte del governo: non trovo molto su questo argomento, così che devo aggiornarmi tramite siti dei giornali italiani».
«Sono partito sono partito con la curiosità di mettermi in gioco - continua - ricominciando in un paese dalla lingua differente, per cercare di impararla e di creare qualcosa qui, quando a casa le possibilità lavorative non c’erano. Per quanto mi riguarda rientrare ora in Italia sarebbe un passo indietro: che la mia avventura londinese ha ancora tanto da darmi. Che accadrà con laBrexit? Non ci saranno grosse conseguenze per chi già vive qui. La mia preoccupazione più grande è la mancanza del passaporto: sinora mi è sempre bastata la sola carta di identità per viaggiare, ma ora potrebbe diventare un problema; perciò sto avviando le procedure per farlo all’ambasciata italiana, spero in tempo utile. Purtroppo non si sono ancora ben delineate le conseguenze della Brexit per i cittadini europei».
«Devo premettere - conclude - che la vita quotidiana a Londra è molto diversa di Sassuolo, anche nel modo in cui si seguono le notizie: in Italia si è soliti ascoltare il tg, leggere i giornali, e discutere al bar di sport e politica. Qui invece le circostanze sono completamente diverse, perciò spesso e volentieri è mia madre a darmi informazioni sulla situazione inglese, così che mi ritrovo a cercare su internet notizie in merito. Questo, anche per quello che riguarda le comunicazioni da parte del governo: non trovo molto su questo argomento, così che devo aggiornarmi tramite siti dei giornali italiani».
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