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Nelle mani la lettera più commossa Si affideranno alle parole di Erika le famiglie delle vittime del sisma 

di Serena Arbizzi
Nelle mani la lettera più commossa Si affideranno alle parole di Erika le famiglie delle vittime del sisma 

MIRANDOLA . Una lettera scritta appositamente per Papa Francesco che verrà consegnata nelle sue mani oggi pomeriggio da mamma Viviana: l’ha scritta Erika, 17 anni, figlia di Paolo Siclari, che perse...

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MIRANDOLA . Una lettera scritta appositamente per Papa Francesco che verrà consegnata nelle sue mani oggi pomeriggio da mamma Viviana: l’ha scritta Erika, 17 anni, figlia di Paolo Siclari, che perse la vita sotto le macerie dell’Haemotronic a causa delle terribili scosse del 29 maggio 2012. Oggi, la vedova di Paolo, Viviana Lo Furno, insieme al figlio Riccardo avrà l’opportunità, insieme agli altri parenti delle vittime del sisma, di stringere la mano e di guardare occhi negli occhi Papa Francesco a pochi centimetri di distanza.
«Erika non potrà essere presente all’incontro con il Santo Padre -. racconta mamma Viviana - Io salirò dalla Sicilia con mio padre e mio figlio Riccardo, 14 anni. Sarà un’emozione grandissima incontrare il Papa e consegnargli la lettera, profondamente commovente, scritta da Erika. Per noi è un onore avvicinare il Pontefice: sarà come se ci abbracciasse mio marito. Allo stesso tempo, però, riaffiora la tristezza per l’assenza di Paolo. Un vuoto incolmabile... Ma siccome il Papa è il padre di tutti noi è come se il papà dei miei figli ci stringesse. Bergoglio è una persona profondamente umana, che ti mette a tuo agio», conclude Viviana Lo Furno.
Altrettanto emozionati per l’incontro con il Santo Padre sono Anna e Marcello Cannavacciuolo, rispettivamente mamma e zio di Biagio Santucci, anch’egli morto sotto le macerie all’Haemotronic a causa della violenza del terremoto del 2012. «Anna è molto credente, per lei sarà come sentire la voce di Biagio quando il Papa le parlerà - spiega Marcello - Siamo stati avvisati dalla diocesi e siamo profondamente grati che sia arrivata l’opportunità di questo incontro. Credo che, più che le frasi che diremo al Pontefice, saranno i nostri occhi e i nostri sguardi a parlare più di tutto il resto. Sarà il cuore il vero protagonista dell’incontro. Ce n’era bisogno che il Papa venisse a farci visita. È un bellissimo regalo di primavera. Una boccata d’ossigeno. Un segno di speranza». E se la causa per ottenere giustizia portata avanti dalle famiglie delle vittime del terremoto procede dal punto di vista civile, contemporaneamente vanno avanti anche altri progetti che si propongono di tenere viva la memoria di chi ha pagato un prezzo troppo alto quel maledetto 29 maggio di cinque anni fa. Il 13 maggio alla Croce Blu di San Felice si assisterà alla donazione di un’ambulanza intitolata alle vittime del sisma. Inoltre, l’associazione “Le mamme del giorno dopo” hanno creato il progetto “Attraverso i miei occhi”. «Si tratta di un concorso tra i bimbi delle scuole d’infanzia Gramschi - prosegue Cannavacciuolo - I piccoli hanno accolto con entusiasmo il progetto: dovranno realizzare dei disegni ispirati al pronto intervento. Così, attraverso i loro occhi potranno mostrare come vedono i soccorsi. Il disegno più bello riceverà un premio».

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