Nonantola piange Moreali, lo studioso del Duomo
di Patrizia Cantusci
Si è spento il medico 90enne: scrisse un libro sul monumento simbolo di Modena I figli: «Sempre lucido, aveva in serbo altri progetti». Domani alla Pieve i funerali
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NONANTOLA. «Mio padre è stato operato venerdì sera nell’ospedale di Baggiovara. La gamba sinistra era andata in cancrena così i medici avevano prospettato la necessità di amputarla. Lui era sereno. Aveva accettato diagnosi e prognosi senza perdere sorriso e coraggio. Nella notte, però, si è aggravato. All’alba di sabato il cuore del mio amatissimo papà non ce l’ha fatta».
Silvia Moreali, affiancata dal fratello Stefano, racconta le ultime ore di vita di suo padre con serenità e dolcezza. Giambattista Moreali, deceduto ieri a novanta anni, è stato figura di spicco della società e della cultura nonantolane. Figlio dell’eroe di guerra Giuseppe Moreali, insignito da Israele come “Giusto tra le Nazioni”, era vedovo dal 2016. Specializzato in pediatria, aveva invece optato per esercitare attività di medico di base. Nel 1997 va in pensione e si dedica alla ricerca, alla storia e alla stesura di libri, quale il corposo e bel volume “Il Duomo in chiaro: pietre, versi ed enigmi”, edito da Sigem nel 2014. Libri ai quali sapeva dare lo sguardo dell’intellettuale aperto. Apertura che lo portò alla scoperta di dettagli inediti raccontati proprio in quel libro: «Il Duomo di Modena e l’Abbazia di San Silvestro formano una ricca rete di significati da tenere in dovuto conto», disse nell’occasione di un’intervista. «Nella lapide di fondazione del Duomo c’è il vero nome dell’architetto. Nel portale nonantolano di San Silvestro c’è un link aritmetico che porta direttamente a Dante Alighieri e a Beatrice. La Divina Commedia contiene due indovinelli sul nome di Nonantola. Non basta? In realtà c’è molto altro per confermare la presenza di Alighieri a Nonantola». Giambattista Moreali amava definirsi cultore più che storico. «Concentro la ricerca su alcune tematiche e cerco di svilupparle. Lo storico ha, probabilmente, una visione più globale delle cose e delle vicende. A me però interessa partire dai dettagli e il mio è un libro di dettagli. Ma fondamentali». Fine cultore di musica classica, aveva indirizzato i figli verso studi di conservatorio. Silvia è musicista e Stefano è direttore d’orchestra. Entrambi evidenziano proprio in queste ore di dolore la progettualità di Moreali, mai pago di programmi. «Non ha mai smesso di scrivere e aveva in serbo numerosi progetti come la ripubblicazione delle poesie di suo padre, per citarne uno. Le stava riordinando nei giorni scorsi con lo scopo di darle in tempi brevi alle stampe. Instancabile, lucido, dolce. Immenso per noi figli, nipoti, pronipoti e per gli amici tutti».
Stasera alle 19 e 30 verrà recitato un Rosario nella Chiesta di San Michele Arcangelo, La Pieve. Le esequie si terranno domani alle 10,30. Poi il corteo funebre fino al Cimitero di Nonantola, dove Moreali riposerà accanto alla moglie Leida.
Silvia Moreali, affiancata dal fratello Stefano, racconta le ultime ore di vita di suo padre con serenità e dolcezza. Giambattista Moreali, deceduto ieri a novanta anni, è stato figura di spicco della società e della cultura nonantolane. Figlio dell’eroe di guerra Giuseppe Moreali, insignito da Israele come “Giusto tra le Nazioni”, era vedovo dal 2016. Specializzato in pediatria, aveva invece optato per esercitare attività di medico di base. Nel 1997 va in pensione e si dedica alla ricerca, alla storia e alla stesura di libri, quale il corposo e bel volume “Il Duomo in chiaro: pietre, versi ed enigmi”, edito da Sigem nel 2014. Libri ai quali sapeva dare lo sguardo dell’intellettuale aperto. Apertura che lo portò alla scoperta di dettagli inediti raccontati proprio in quel libro: «Il Duomo di Modena e l’Abbazia di San Silvestro formano una ricca rete di significati da tenere in dovuto conto», disse nell’occasione di un’intervista. «Nella lapide di fondazione del Duomo c’è il vero nome dell’architetto. Nel portale nonantolano di San Silvestro c’è un link aritmetico che porta direttamente a Dante Alighieri e a Beatrice. La Divina Commedia contiene due indovinelli sul nome di Nonantola. Non basta? In realtà c’è molto altro per confermare la presenza di Alighieri a Nonantola». Giambattista Moreali amava definirsi cultore più che storico. «Concentro la ricerca su alcune tematiche e cerco di svilupparle. Lo storico ha, probabilmente, una visione più globale delle cose e delle vicende. A me però interessa partire dai dettagli e il mio è un libro di dettagli. Ma fondamentali». Fine cultore di musica classica, aveva indirizzato i figli verso studi di conservatorio. Silvia è musicista e Stefano è direttore d’orchestra. Entrambi evidenziano proprio in queste ore di dolore la progettualità di Moreali, mai pago di programmi. «Non ha mai smesso di scrivere e aveva in serbo numerosi progetti come la ripubblicazione delle poesie di suo padre, per citarne uno. Le stava riordinando nei giorni scorsi con lo scopo di darle in tempi brevi alle stampe. Instancabile, lucido, dolce. Immenso per noi figli, nipoti, pronipoti e per gli amici tutti».
Stasera alle 19 e 30 verrà recitato un Rosario nella Chiesta di San Michele Arcangelo, La Pieve. Le esequie si terranno domani alle 10,30. Poi il corteo funebre fino al Cimitero di Nonantola, dove Moreali riposerà accanto alla moglie Leida.
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