Gazzetta di Modena

Modena

«Ora basta con il Carani Troviamo un altro teatro» 

di Andrea Gilioli
«Ora basta con il Carani Troviamo un altro teatro» 

L’ex assessore Corrado: «È privato e non si può riaprire se la proprietà non vuole L’amministrazione ha fatto ciò che poteva, è tempo di cercare un’alternativa»

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«Il complesso Carani, inteso proprio come complesso mentale, va superato».
Parole pesanti quelle pronunciate l’altra sera in consiglio comunale, parole che sicuramente non faranno piacere ai rappresentanti delle opposizioni, che da mesi hanno fatto della riapertura del teatro cittadino, chiuso da oltre 2 anni, una delle bandiere contro la giunta Pistoni, e ai cittadini che, riuniti in comitato, si stanno da tempo battendo per ridare alla città lo storico spazio di via Mazzini, sostanzialmente rigettando le ipotesi alternative di cui si è parlato negli ultimi tempi.
L’affermazione, peraltro, non arriva, come si potrebbe immaginare di primo acchito, dalla giunta, bensì dalla bocca dell’ex assessore alla Cultura Claudio Corrado, che, specie nei primi mesi dopo il crollo del controsoffitto del teatro e la sua chiusura, si era fatto “paladino” dei tanti che chiedevano al sindaco di fare presto, di intervenire per non lasciare la città senza uno spazio importantissimo e senza un degno cartellone di spettacoli. Corrado, tra l’altro, ha un forte legame col teatro cittadino, sia da appassionato e frequentatore sia, soprattutto, da ex amministratore, ultimo a redigere un contratto con la proprietà, oggi sciolto a causa dell’intervenuta inagibilità dello stabile.
«Bisogna superare lo stallo – ha spiegato quasi a sorpresa l’ex assessore, oggi consigliere del gruppo misto – e bisogna mettere da parte il complesso Carani. La giunta, devo darne atto, ha riconfermato nel bilancio le somme necessarie per l’affitto e quelle per un cartellone teatrale, tra l’altro mantenendo pressoché invariate le cifre dell’ultima stagione che organizzai io. Questo significa che l’amministrazione ha fatto ciò che poteva. Il teatro Carani è privato e perciò non si può pensare di riaprirlo in assenza di una chiara volontà della proprietà, che è tenuta a chiedere l’idoneità alla commissione pubblico spettacolo. I fondi a bilancio consentono, nel caso in cui questo passaggio amministrativo avvenga e si concluda positivamente, di riaprire. Quello che però non si deve fare è fossilizzarsi sul Carani: se ci saranno i presupposti si riaprirà, e lo spero di cuore, ma intanto si deve andare oltre, ragionare seriamente e in tempi brevi sui due spazi alternativi (San Francesco e Crogiolo Marazzi), perché la città non può rimanere ancora a lungo senza spazi oltre i 99 posti. Le alternative sono buone, anche perché una sala da circa 250 posti (il Carani ne ha circa 400) sarebbe perfettamente in grado di soddisfare l’utenza».
La presa di posizione ha fatto già discutere, con il fermo distinguo dell’altro ex assessore, Giorgio Barbieri, oggi consigliere della civica Sassuolo 2020, e sicuramente farà parlare ancora molto.

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