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Che a Modena ci sia un chiaro problema - almeno da un quindicennio - relativo all’organizzazione culturale espositiva è un dato di fatto. La città spende, e in alcune occasioni “spande” senza...

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Che a Modena ci sia un chiaro problema - almeno da un quindicennio - relativo all’organizzazione culturale espositiva è un dato di fatto. La città spende, e in alcune occasioni “spande” senza costrutto, ma i risultati sono sempre piuttosto deludenti e il bacino dei visitatori si allarga poco. O peggio si restringe in alcuni casi. Risolverà il problema l’annunciato, da oltre due anni, nuovo Polo dell’immagine contemporanea? Si vedrà. Intanto vale la pena vedere dove sono nella classifica del Giornale dell’arte città della grandezza di Modena. Vediamo Bologna: Edward Hopper ha totalizzato 192mila presenze, 168mila per “Brueghel. Capolavori dell’arte fiamminga” e 130mila sono state quelle della rassegna di David Bowie al Mambo. A Rimini per “Profili del mondo da Guido Reni a Francis Bacon, da Andrea Pazienza a Kiki Smith” sono andati in 50mila, a Ferrara per “Orlando Furioso 500 anni” in 146mila, a Mantova per Patrick Moya in 68mila. A Trieste per “Scrigni di ori e profumi” in 150mila. Modena è ancora a distanza siderale. (s.l.)

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