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Maranello, cade nel dirupo in mountain bike Salvato con moto da cross e jeep

di Daniele Montanari
Maranello, cade nel dirupo in mountain bike Salvato con moto da cross e jeep

Spettacolare azione dei volontari Avap di Maranello per il recupero di un ciclista 59enne sassolese I centauri li hanno caricati per raggiungere il ferito, il fuoristrada ha portato la barella all’elicottero

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MARANELLO. Soccorritori costretti a salire su moto da cross per raggiungere il ferito in mezzo ai calanchi, con tanto di barella pieghevole al seguito.
È successo ieri mattina ai volontari dell’Avap di Maranello, mobilitati per un intervento che di certo ricorderanno a lungo. L’allarme è scattato verso le 11.30, nella zona montuosa a confine tra Maranello e Serra: il ciclista 59enne sassolese V.B. stava facendo un’escursione in mountain bike con alcuni amici in mezzo alla natura. Sono arrivati all’altezza dell’incrocio tra via Tagliatino e via Cavaliere, stradina piccolissima di Montardone (Serra) che diventa sterrata e poi si chiude in mezzo alla campagna. Mentre stava percorrendo un sentiero in discesa, il 59enne ha perso il controllo della bici cadendo in un dirupo. Gli amici hanno dato subito l’allarme, che ha mobilitato, oltre all’Avap di Maranello, l’elicottero del 118 da Bologna e inizialmente anche una squadra del Soccorso alpino e due di vigili del fuoco (Sassuolo e Modena), tutte e tre però poi rientrate perché la criticità era stata risolta. Ma grazie a una soluzione tutta sui generis. Arrivati in zona, i volontari dell’Avap si sono resi conto che lo sterrato che si stendeva loro davanti era impercorribile per la loro ambulanza, attrezzatissima per le esigenze di soccorso ma non per il fuoristrada. Sono quindi scesi, pronti a raggiungere a piedi il luogo dell’incidente tra i calanchi.
Ma sarebbe stata una camminata molto lunga, circa un chilometro e mezzo, e c’era invece bisogno di fare molto presto. Provvidenziale fu il passaggio in quei momenti di due motocrossisti (evidentemente la zona è molto conosciuta tra gli amanti dell’off road) che si sono fermati per chiedere se potevano essere d’aiuto. E, vista l’esigenza, si sono gentilmente prestati a fare da “tassisti”, caricando dietro in due viaggi le quattro persone della squadra Avap: capo equipaggio, soccorritore, autista e barelliere con al seguito la “scoop”, speciale barella portatile per raggiungere luoghi critici. I soccorritori hanno quindi stabilizzato il ferito, che evidenziava la sospetta frattura di un arto. Ma i problemi non erano finiti: l’elicottero infatti era riuscito ad atterrare solo a 300 metri, e percorrerli con barella al seguito tra le notevoli pendenze, sarebbe stato parecchio complicato. Ma qui è arrivato un altro passaggio provvidenziale: quello di un residente della zona munito di super jeep che si è prestato a caricare la barella sul mezzo conducendola all’elicottero, che ha poi trasportato il ferito a Baggiovara. Qui i sanitari hanno accertato la frattura, piuttosto brutta, ricoverando l’uomo, ma escludendo pericoli di vita. I volontari Avap sono quindi potuti rientrare in sede intorno alle 13, chiudendo l’avventuroso intervento con un grande ringraziamento ai provvidenziali conduttori di moto e jeep incontrati sul loro cammino.

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