Visitatori alle mostre: Modena ancora non brilla
La classifica degli ingressi non premia le scelte espositive fatte nella nostra città Proposte rassegne poco apprezzate dal pubblico e talvolta costose. Bene le fiere
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La “strana” teoria - per gli enti pubblici - secondo la quale “conta soprattutto la qualità degli eventi e non la quantità” non pare giustificare il numero dei (pochi) visitatori che lo scorso anno hanno visitato musei e mostre modenesi.
La settimana prossima sarà nelle edicole il consueto report degli ingressi nei luoghi della cultura d’Italia pubblicato dalla rivista specializzata “Il Giornale dell’arte” e, purtroppo, ancora una volta i confronti sono piuttosto impietosi, nonostante qualche timido passo avanti si noti. Vediamo anzitutto i dati pubblicati nella classifica italiana della rivista con sede a Torino. Il museo maggiormente visitato nel 2016 sono le Gallerie Estensi dirette da Martina Bagnoli, con 110mila visitatori totali. Sarebbero tantissimi, ma l’ente che comprende Galleria Estense, Lapidario modenese, Biblioteca Estense, Palazzo Ducale di Sassuolo e Pinacoteca Nazionale di Ferrara, è “parcellizzato”. Le visite alla sola Galleria Estense che prima della chiusura erano appena 18mila annue sono salite di alcune migliaia, anche se tanto resta da fare.
Secondo una nota recente del Comune vanno piuttosto bene, pur con alcune flessioni, anche i musei e gli spazi comunali. Lo scorso anno le visite totali sono state superiori a 100mila: la parte del leone, con 30mila biglietti, la fa il museo civico (13mila gli studenti, in crescita del 9,1% anche se il numero totale scende rispetto ai 32mila del 2015), seguito dai 28mila della Civica.
Bassissimo, a fronte delle spese, il dato del Mata: 15mila visite totali. Partiamo proprio da qui se analizziamo i dati delle mostre riportate dal Giornale dell’arte. Del 2016 si ricorda solo la rassegne “Beppe Zagaglia. Modenesi e Modena” che ha raccolto poco più di 4mila persone, ma aggiungiamo anche la rassegna di figurine Panini. Quest’ultima, costosissima, ha raccolto poco più di 5mila visite e altrettanti li ha raccolti la prima edizione di Effimera.
Un altro ente, certo prestigioso ma dal costo milionario, è Fondazione Fotografia (Fondazione Cassa di risparmio più Comune). La classifica, in posizioni nazionali ben poco esaltanti (oltre il 300esimo posto), annovera “Lying in Between. Hellas 2016”, “Robert Rive. Photographies d’Italie”, “Santu Mofokeng. A Silent Solitude”, “Alessio Zemoz. Lo vàco-Il vuoto”, “Daido Moriyama in Color”. Ebbene, sono tutte comprese tra i 4mila e gli 8mila biglietti strappati. Anche le mostre della Civica viaggiano sulle medesime cifre e posizioni nella classifica nazionale per quanto riguarda “1984. Evoluzione e rigenerazione del Writing”, “Francesco Jodice. Hikikomori”. Vanno meglio le fiere: “7.8.Novecento” ha fatto 20mila presenze e 36mila le ha raggiunte “Modenantiquaria”.
Stefano Luppi
La settimana prossima sarà nelle edicole il consueto report degli ingressi nei luoghi della cultura d’Italia pubblicato dalla rivista specializzata “Il Giornale dell’arte” e, purtroppo, ancora una volta i confronti sono piuttosto impietosi, nonostante qualche timido passo avanti si noti. Vediamo anzitutto i dati pubblicati nella classifica italiana della rivista con sede a Torino. Il museo maggiormente visitato nel 2016 sono le Gallerie Estensi dirette da Martina Bagnoli, con 110mila visitatori totali. Sarebbero tantissimi, ma l’ente che comprende Galleria Estense, Lapidario modenese, Biblioteca Estense, Palazzo Ducale di Sassuolo e Pinacoteca Nazionale di Ferrara, è “parcellizzato”. Le visite alla sola Galleria Estense che prima della chiusura erano appena 18mila annue sono salite di alcune migliaia, anche se tanto resta da fare.
Secondo una nota recente del Comune vanno piuttosto bene, pur con alcune flessioni, anche i musei e gli spazi comunali. Lo scorso anno le visite totali sono state superiori a 100mila: la parte del leone, con 30mila biglietti, la fa il museo civico (13mila gli studenti, in crescita del 9,1% anche se il numero totale scende rispetto ai 32mila del 2015), seguito dai 28mila della Civica.
Bassissimo, a fronte delle spese, il dato del Mata: 15mila visite totali. Partiamo proprio da qui se analizziamo i dati delle mostre riportate dal Giornale dell’arte. Del 2016 si ricorda solo la rassegne “Beppe Zagaglia. Modenesi e Modena” che ha raccolto poco più di 4mila persone, ma aggiungiamo anche la rassegna di figurine Panini. Quest’ultima, costosissima, ha raccolto poco più di 5mila visite e altrettanti li ha raccolti la prima edizione di Effimera.
Un altro ente, certo prestigioso ma dal costo milionario, è Fondazione Fotografia (Fondazione Cassa di risparmio più Comune). La classifica, in posizioni nazionali ben poco esaltanti (oltre il 300esimo posto), annovera “Lying in Between. Hellas 2016”, “Robert Rive. Photographies d’Italie”, “Santu Mofokeng. A Silent Solitude”, “Alessio Zemoz. Lo vàco-Il vuoto”, “Daido Moriyama in Color”. Ebbene, sono tutte comprese tra i 4mila e gli 8mila biglietti strappati. Anche le mostre della Civica viaggiano sulle medesime cifre e posizioni nella classifica nazionale per quanto riguarda “1984. Evoluzione e rigenerazione del Writing”, “Francesco Jodice. Hikikomori”. Vanno meglio le fiere: “7.8.Novecento” ha fatto 20mila presenze e 36mila le ha raggiunte “Modenantiquaria”.
Stefano Luppi
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