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Benedette le future madri  E ai bimbi: pregate per me 

di Gabriele Farina
Benedette le future madri  E ai bimbi: pregate per me 

L’emozione a San Giacomo con la banda dei Rulli Frulli che gli dona una maglia I sanfeliciani non riescono a consegnare una pietra della loro chiesa distrutta

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«Un’emozione particolare». Papa Francesco ricambia con cordialità l’abbraccio delle centinaia di fedeli a San Giacomo Roncole. Sceso dalla Papamobile, il pontefice inizia a benedire, come tutti i predecessori prima di lui. Nel cortile della chiesa c’è la banda Rulli Frulli di Finale ad accoglierlo. Per una volta non marciano, ma il loro ritmo coinvolge il pontefice. Jorge Mario Bergoglio regala un abbraccio a uno di loro, poi alza il pollice in segno di approvazione verso il resto del gruppo. In cambio, riceve la maglia in dono. Ha le strisce orizzontali bianche e blu, come quella dei giovani. Il Santo Padre si avvicina a un gruppo di persone seduto in prima fila.
Incrocia una coppia con un bambino (Leonardo) e un altro... in arrivo. «Non avrei dovuto stare lì - confessa candidamente Maria Vento, la donna salutata con affetto - ma mi hanno offerto di sedermi perché sono in attesa. Così mi sono ritrovata il Papa davanti...».
«Mi ha trasmesso pace e serenità - riprende lui, Simone Martinelli - per me era la prima volta che lo vedevo: la sua visita è stata una benedizione». «Pregate per me», la richiesta di Papa Francesco, in piazza e a San Giacomo. Il pontefice dovrebbe riprendere il cammino verso la stele in memoria delle vittime del terremoto, ma c’è un altro fuori programma. Saluta giornalisti e fotografi, ricevendo a sua volta un ringraziamento per la sua presenza.
A questo punto, incontra due bambini vestiti in modo elegante. Reggono una corona di fiori da consegnare al pontefice. «Ci ha baciato», dice Nicole Chiari, la bambina. «È stata un’emozione particolare - riprende l’altro, Filippo Pozzali - quando me l’hanno detto volevo essere al meglio».
Il Papa prega silenziosamente per le vittime del terremoto, poi s’incammina verso l’elicottero che lo condurrà in Vaticano. Si concede un minuto per parlare con le autorità (tra cui Muzzarelli e Bonaccini), poi torna a salutare i fedeli. Sono assiepati nel campo e assiepati sui due lati della strada. A loro si erano aggiunti i circa millecinquecento che l’avevano atteso davanti alla Baxter. Erano pronti con striscioni, cappelli, palloncini, rami di ulivo. Avevano passato lunghe ore di attesa e il controllo al metal detector. Qualcuno aveva un dono da consegnare.
«Avevo preso una pietra dalla parrocchia di San Felice Vescovo Martire - racconta Maria Rosa Bellodi, sanfeliciana - e l’avevo posta in una busta con un biglietto di ringraziamento. Peccato che non gliel’abbia potuta donare».

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