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Il ministro Fedeli in visita a Modena. Il rettore: mancano i fondi

di Gabriele Farina
Il ministro Fedeli in visita a Modena. Il rettore: mancano i fondi

Il capo del Miur all’Automotive Academy Unimore: elogi per Modena e la ricerca Ma Andrisano batte cassa per i laboratori. La risposta è cauta: «Vedremo»

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MODENA. «Modena può essere un esempio per altre università». Parola di ministro dell’Istruzione. Valeria Fedeli è l’ospite d’eccezione di un nuovo capitolo dell’Automotive Academy Unimore. Sono da poco passate le 14.35 quando il rettore Angelo Andrisano e il sindaco Gian Carlo Muzzarelli siglano un accordo per “Modena Città Universitaria”. Tra i progetti da realizzare l’Automotive Smart Area alla Sacca. Un luogo in cui le parole d’ordine attese sono 5G (quinta generazione) e veicoli sostenibili, magari senza guidatore.
«La prossima settimana troveremo una data per presentare l’Automotive Smart Area - anticipa il sindaco - come previsto nel Piano periferie. Dobbiamo creare i villaggi artigianali del XXI secolo con la banda ultra larga. Riprenderemo anche il potenziamento del campus di via Vignolese». Per sviluppare progetti occorrono risorse. L’università di Modena e Reggio è capofila dell’Academy, che coinvolge altri tre atenei (Bologna, Ferrara e Parma) e otto colossi internazionali dei motori. La Fondazione Cassa di Risparmio offre un contributo, ma il ministero facesse qualcosa…

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«Cominciamo a soffrire sul fronte delle risorse - spiega al ministro il rettore - e siamo passati a 22mila studenti dai 15mila che eravamo qualche anno fa. Le strutture sono carenti, abbiamo necessità di laboratori». «Avevo intuito», gli risponde Fedeli a bruciapelo. Più avanti il ministro ha modo di dipanare meglio la matassa economica. «Il protocollo di oggi è innovativo e qualificante - esordisce l’ex sindacalista - ma non devo firmarlo, quindi la richiesta di risorse è aggiuntiva».
C’è di più. «Non vi lasceremo soli - aggiunge il ministro - ma non vi dico che vi darò i soldi». Di sicuro, conclude Fedeli, «nessuna istituzione si deve sottrarre alla responsabilità». Il ministro partecipa poi al taglio del nastro dei laboratori dell’Academy. All’interno si lavora già per progetti innovativi. Come un dispositivo che permette di verificare in tempo reale le condizioni di cui guida. Raggi infrarossi verificano lo stato degli occhi, sensori al volante monitorano la pressione per evitare colpi di sonno. Al momento non è possibile utilizzare il simulatore di guida collegato allo strumento, ma lo potrà essere in futuro. L’area della Sacca potrà essere un laboratorio a cielo aperto in tal senso. I corsi di laurea magistrale in Ingegneria dell'Academy in cui saranno sviluppati progetti del genere saranno a numero chiuso e in inglese. Un segnale in controtendenza rispetto a una visione politica secondo cui una buona laurea non serve.

«Non esiste - commenta Fedeli, diplomata come assistente sociale - e secondo me quelli che dicono così non sanno cosa significa la formazione. Penso che la laurea sia importante e la firma di oggi è un esempio significativo». Certo, avere un ministro del Lavoro (Giuliano Poletti) che utilizza una metafora per cui «meglio il calcetto che il curriculum» non aiuta… «Il calcetto lo fai quando ti devi distrarre - risponde Fedeli - ma mai metterlo in alternativa alla questione dei percorsi scolastici e formativi fino all’alta formazione. Dirò di più: le ragazze e i ragazzi dell’università che fanno l’Erasmus hanno elementi di scambio con altre realtà universitarie europei e trovano lavoro molto più facilmente. Hanno assolutamente bisogno di qualificazione, di studi molto alti».
Alti sono poi i riferimenti che attendono il ministro a Giurisprudenza. L’aula magna di via San Geminiano è intitolata in sua presenza a Giuseppe Dossetti, ex docente Unimore, partigiano e padre costituente. «Una figura decisiva», sintetizza il ministro dopo che il professore Massimo Jasonni ne aveva definito i lineamenti tragici. Fedeli ne ricorda «l’alto senso etico», rimarcando come fosse stato «l’unico cattolico alla guida di un movimento di liberazione nazionale». Il ministro lascia Modena con una promessa: «dovremo fare di più a livello nazionale e investire molto di più sui ricercatori».
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